| categoria: turismo

Le imprese contro la Brambilla: «La sede a Monza non aiuta il turismo»

Michela Vittoria Brambilla

«Il rilancio di un comparto fondamentale per il futuro economico del nostro Paese come il turismo non si attua certo con una sede staccata del ministero a Monza, un’iniziativa che appare un inutile spreco di risorse e di cui, per quanto ne dica il ministro Michela Vittoria Brambilla, le imprese venete non sentivano alcuna necessità». È con queste parole che Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza e vicepresidente nazionale Confcommercio, attacca il titolare del dicastero che dovrebbe coordinare le politiche nazionali per lo sviluppo del turismo nel Belpaese. «Siamo alle solite operazioni di facciata –  ha continuato  Rebecca – le nostre aziende si aspettano dal Governo la definizione di un progetto complessivo sul turismo e investimenti sostanziosi per sfruttare appieno l’unica vera risorsa interna su cui possiamo contare per far ripartire l’intera economia nazionale. Sono invece arrivate un paio di inutili scrivanie collocate in una villa storica e un “Codice del Turismo”, improvvido e improvvisato, che anziché rilanciare il settore rischia di affossarlo». «Ricevo quotidianamente chiamate preoccupate dei nostri operatori sulla liberalizzazione degli orari dei negozi nelle zone turistiche, che di fatto, con un semplice “articoletto” inserito in sordina nel Codice, senza alcuna concertazione e bypassando chi ha reale competenza in materia, vale a dire le Regioni, scompagina il settore della distribuzione commerciale in vaste aree del Belpaese»,  ha proseguito il presidente Rebecca. E cosa dire della norma che consente alle strutture ricettive di aprire liberamente bar e ristoranti? «Anche in questo caso – ha dichiarato – il “Codice” butta a mare qualsiasi criterio di professionalità e programmazione, essenziale per i delicati equilibri di un comparto fondamentale per l’offerta turistica italiana, considerato il richiamo dell’enogastronomia nel nostro Paese».  Insomma secondo Sergio Rebecca le imprese del commercio, del turismo e dei servizi rischiano di entrare in grave difficoltà proprio per quelle che lui chiama le “brambillate”.

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