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Blitz della Commissione d’inchiesta nei manicomi giudiziari: sotto sequestro 50 celle

“Non sono riuscito a mangiare né a dormire per due giorni, pensavo di aver visto tutto nella mia attività. Ma per quanto preparato questa missione è stata uno choc”. Così si esprime il senatore Domenico Gramazio, Pdl, che ha accompagnato venerdi scorso il presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio sanitario nazionale Ignazio Marino (Pd) in un blitz a sorpresa in un paio di ospedali psichiatrici giudiziari. i. «La Commissione ha effettuato nuovi sopralluoghi a sorpresa in alcune strutture nei giorni scorsi. Abbiamo riscontrato ancora condizioni di radicale degrado, inadeguatezza clinico-assistenziale, igienico-sanitaria e strutturale e abbiamo sequestrato aree dell’ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo Fiorentino in Toscana e di Barcellona Pozzo di Gotto in Sicilia» spiega Marino, dopo il sequestro effettuato ieri dai carabinieri del Nas di alcuni locali dei due Opg. Si tratta di una operazione portata avanti dalla Commissione ai sensi dell’articolo 82 della Costituzione «ed è la prima volta – rileva una nota – che una Commissione d’inchiesta effettua questo tipo particolare di operazione». «I carabinieri del Nas hanno posto ieri i sigilli ad alcune parti delle strutture – continua Marino – In entrambi i casi, la Commissione chiede lo sgombero dei pazienti entro 30 giorni, la messa a norma dei sistemi antincendio non funzionanti entro 15 giorni e l’adeguamento dell’intera struttura, quindi anche delle parti non sequestrate, ai requisiti minimi previsti dalle leggi nazionali e regionali entro 180 giorni». Trascorso questo periodo di tempo, la Commissione «si riserva di procedere al sequestro dell’intero ospedale psichiatrico giudiziario».  Sono state poste sotto sequestro 21 celle a Montelupo Fiorentino, dove vivevano 47 persone, e altre 28 celle a Barcellona Pozzo di Gotto, al cui interno erano 37 persone. Le persone presenti nelle due strutture verosimilmente non saranno trasferite in altre strutture ma solo spostate all’interno degli stessi Opg. «Non si poteva più attendere per dare condizioni di dignità a persone chiuse in Ospedali psichiatrici giudiziari del nostro Paese», ha aggiunto Marino, sottolineando che il lavoro della commissione d’Inchiesta «non si fermerà fino a quando tutte le persone internate negli Opg non avranno quegli standard di cura ai quali tutti i cittadini hanno diritto».  Standard che ovviamente nelle strutture visitate sembrano opere di fantascienza, spiega Gramazio. Degrado, pessime condizioni igieniche, infiltrazioni di acqua e intonaci ammuffiti, sporcizia ovunque, carenza d’acqua in bagni e docce, ma soprattutto odori nauseabondi difficili da rendere a parole. Abbiamo visto persone chiuse in celle e avvolte in lenzuola sporche da settimane, con il water intasato dalle feci e dalla diarrea che non riceveva neanche un rivolo d’acqua. E la condizione degli operatori e delle guardie carcerarie non è migliore. I pazienti sono costantemente sedati, ma vivere in quelle situazioni è veramente difficile. L’operazione avrà un seguito? Porterà a qualche risultato? I pazienti “salvati” dalle due strutture dove andranno a finire. Perché le domande da porsi sono anche queste, al di là dell’enfasi e della retorica. Ma di risposte concrete, per ora, nemmeno l’ombra.

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