Primo giorno di scuola, ma le classi restano vuote per la protesta

Gli studenti capitolini ritornano sui banchi, ma il primo giorno di scuola è nel segno della protesta contro i tagli del ministero dell’Istruzione: classi troppo affollate, la diminuzione dell’organico, sforbiciate ai fondi. Per alunni e professori la mobilitazione continua da dove era finita. Si comincia alle 8, davanti all’istituto superiore Montessori di via Livenza, dove i ragazzi della Rete degli studenti hanno inscenato un flash mob con scontrini, calcolatrici, numeri in formato gigante per “fare i conti dei tagli. “Vogliamo far vedere – hanno spiegato – i danni che questo governo ha causato alle nostre scuole e al nostro futuro”.

La protesta continua alle 12 con un picchetto sulle gradinate del Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere, con i docenti di latino e greco del liceo classico rimasti senza cattedre o con meno ore perché Palazzo Chigi ha aperto le porte del ginnasio anche ai loro colleghi che insegnano italiano e latino in altri indirizzi.

Nel pomeriggio, alle 15 è la volta dell’Uds (Unione degli studenti) che arriveranno davanti alla sede del Miur per un “assedio rumoroso” con pentole, strumenti musicali e trombette. “Vogliamo suonarle al ministro”, spiegano. “Dal sud al nord classi pollaio, edilizia scolastica, caro libri, diritto allo studio sono solo alcuni dei problemi che viviamo nelle scuole – spiega l’Uds – ma stiamo già cominciando a risolvere, mobilitandoci e vincendo battaglie”.

ALEMANNO Il sindaco ha inaugurato l’anno scolastico nella scuola elementare “Maria Stern Nuovo” alla Bufalotta. Alemanno ha parlato anche delle proteste: “La protesta delle educatrici è comprensibile, il lutto al braccio meno, anche se ovviamente ci confronteremo e ascolteremo anche loro, e l’assessore Gianluigi De Palo è in diretto contatto con i loro rappresentanti perché crediamo che la riforma della Regione sia assolutamente compatibile: passare da 6 a 7 bambini per educatrice, che peraltro è la media europea, non è assolutamente uno scandalo”. Per Alemanno “serve un maggiore impegno di risorse da parte delle istituzioni e uno sforzo di tutti a dare maggiori risposte. Con i soldi risparmiati grazie a questa riforma – ha concluso il sindaco – creeremo altri asili nido e daremo altre possibilità di abbattere le liste d’attesa”.


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