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Divorzio in vista radicali-Pd dopo il boicottaggio del voto anti-Romano

La pattuglia dei radicali a Montecitorio ieri l’ha fatta grossa. Sono stati eletti nelle liste del Pd ma si sono astenuti nel corso della votazione sulla sfiducia al ministro Romano. Non avrebbero comunque fatta la differenza, ma il loro atteggiamento ha fortemente irritato gli alleati dell’opposizione. E qualcuno ne ha chiesto l’espulsione dal partito ricevendone una garbata reazione di schermo visto che certo gli uomini di Pannella non sono iscritti e quindi non possono essere espulsi. La posizione dei radicali, come sempre, aveva una motivazione politica: intendevano protestare contro il disinteresse dimostrato da tutti nei confronti della loro battaglia in favore dell’amnistia: alla “chiama”del presidente dell’assemblea avevano risposto sollevando cartelli e urlando a squarciagola “amnistia, amnistia”. Ne discuterà la direzione del Pd, ma lo scetticismo di partenza è della stessa presidente del partito Rosy Bindi, che definisce la cosa “bizzarra”. Certo un chiarimento ci dovrà pur essere, sollecitano diversi esponenti della sinistra. Lucido, sarcastico e polemico insieme il commento di Marco Pannella – «Franceschini ha fatto un bel regalino a Bersani. Cosa posso dire: decidano loro, ma decidano “per loro”, ovvero per quanto riguarda il Pd. Io sono sicuro – e lo dico a ragion veduta – che sull’emergenza carceri la stragrande maggioranza del partito la pensa proprio come i Radicali». «Non c’è alcuna decisione politica da prendere -ha aggiunto Pannella- perchè a noi ci hanno esclusi da tempo. Basta sentire cosa dicono i leader del Pd quando parlano del Nuovo Ulivo o di come vorranno chiamare l’alleanza per le prossime elezioni: parlano di alleanza con l’Idv, con l’Udc con Sel, con gli ambientalisti, i cattolici, i riformisti… Ci stanno tutti, meno che noi. Mai una volta che dicessero ‘ah ci stanno pure i Radicalì. Quindi di che stiamo parlando?». «Ma io sono sicuro che se la tv pubblica facesse il proprio dovere e non dedicasse, come ha fatto a luglio e agosto, un tempo cento volte maggiore al delitto di Avetrana o all’omicidio Rea, piuttosto che alla vergognosa emergenza del sovraffollamento delle carceri, se il popolo democratico fosse informato e non disinformato dal black out dei media, sono sicuro che condividerebbe al 100% la battaglia radicale».

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