Un fondo per affrontare l’emergenza socio-sanitaria dei non autosufficienti
a costituzione del Fondo Unico per la non autosufficienza. È quanto chiesto «per affrontare l’emergenza socio sanitaria» dal presidente Anaste e Federsalute Alberto De Santis oggi al convegno annuale dell’Associazione nazionale Strutture Terza età. Il welfare, ha detto De Santis, «necessita una profonda riforma. Serve un grande patto di solidarietà fra tutti gli attori del sistema: ministeri del Lavoro e della Salute, sindacati, operatori e dipenti pubblici e provati, Fondi sanitari integrativi». Si tratta, ha sottolineato il presidente Anaste e Federsalute, di «una opportunità per trovare risorse atte ad affrontare l’emergenza, anche attraverso la mutualità integrativa, con un grande patto di solidarietà che viene, innanzi tutto, dalla base. Una proposta che consente la rivisitazione del numero di posti letto per portarli a percentuali accettabili a livello europeo. E che prevede lo sfruttamento della domotica con case a misura degli anziani, e più telemedicina. L’idea è quella – ha detto De Santis – di avere giovani che si occupano degli anziani in strutture residenziali. Quindi aumento di posti di lavoro, eliminazione di ricoveri impropri, e riattivazione dell’edilizia sanitaria. Per fare questi interventi strutturali in grado di offrire una cultura della qualità della vita over65 è fondamentale una seria collaborazione tra pubblico e privato». Nel dettaglio Anaste propone di: rendere obbligatoria l’adesione delle aziende ai Fondi sanitari integrativi, coinvolgendo anche i lavoratori autonomi che devolveranno al Fondo unico per la non Autosufficienza; la rinuncia di un giorno di ferie che verrà versa al Fondo Unico; la rimodulazione dell’indennità di accompagnamento con tetto del reddito. «Questa operazione sostenibile – ha concluso – porterebbe nelle casse del Fondo Unico circa 12 miliardi di euro».