Facebook ancora nei guai per la privacy violata
Continua ad essere la privacy il tallone d’Achille del più popolare social network del mondo. Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, in questi giorni infatti deve vedersela con i problemi della funzione “mi piace” che mostra le proprie preferenze sui prodotti pubblicizzati, agli amici di cui si hanno i contatti. Secondo alcuni studi con questa modalità una pubblicità viene ricordata molto meglio, creando valore per i pubblicitari sul web e sullo stessa comunità virtuale che vende spazi pubblicitari sulle sue pagine.
A mettere nei guai il numero uno della società di Palo Alto è stato un giudice della California che ha respinto il tentativo di Facebook di accantonare un caso in cui il gruppo era stato accusato di violare la legge californiana, in base alla quale vip e comuni cittadini hanno il diritto di controllare come i loro nomi e le loro immagini vengano usate per approvare pubblicità commerciali di prodotti. La decisione dei magistrati di San Josè arriva a tre settimane di distanza dell’accordo tra Facebook e la Federal Trade Commission, durante i preparativi per lo sbarco in borsa. Il giudice Lucy Hoh ha stabilito che i querelanti reclamano di voler essere parte dei dovuti guadagni pubblicitari per il sostegno anche involontario della promozione commerciale.