Il marito denuncia: danni ad arteria dopo un’intervento al S.Camillo, ora la donna è allo Spallanzani

Un caso di malasanità è stato segnalato a Roma, con la denuncia del marito di una paziente italiana di origini cilene, di 50 anni, operata all’ospedale

L'ospedale San Camillo di Roma

 a seguito di una diagnosi di calcoli alla colecisti. Dopo due mesi – a quanto riferito dall’uomo, Silvio De Spirito, che ha sporto denuncia – la 50enne è ancora ricoverata, ma all’ospedale Lazzaro Spallanzani, a causa del «danneggiamento dei dotti biliari e assenza dell’arteria epatica». Secondo quanto riferito, «nel momento in cui i familiari della paziente si rivolgono al medico per chiedere spiegazioni», il medico del San Camillo «si scusa dicendo che ‘non sapeva che la paziente avesse un marito italiano’. Affermazione che evidenza quanto per questo medico la salute di uno straniero valga meno di quella di un italiano». L’intervento previsto al San Camillo avrebbe dovuto essere di ‘laparoscopia’, ma ci sarebbero state delle complicazioni che hanno portato ad un’operazione chirurgica nello stesso ospedale. Secondo la denuncia «la paziente è entrata in sala operatoria alle 9 del mattino ed è uscita alle 19 di sera con flebo cannula e cinque sacche di drenaggio». A seguito di una serie di sofferenze post-chirurgiche, la donna era stata poi trasferita dietro decisione dei parenti all’ospedale Spallanzani, dove dopo alcuni esami sarebbe stata riscontrata «una lesione nell’arteria epatica» causata «durante l’intervento: tale lesione consiste nel taglio, senza nessun criterio logico, di una parte di arteria, per cui la paziente dovrà vivere senza arteria epatica». La donna è rimasta «ricoverata nel reparto di rianimazione per i successivi tre giorni». Ma, per il chirurgo e primario del reparto Chirurgia d’Urgenza del San Camillo, Donato Antonellis, che ha eseguito l’intervento, «la signora operata aveva una situazione anatomica difficilissima, c’è stata una lesione delle vie biliari che ho riparato immediatamente. Ho consultato il chirurgo dello Spallanzani e la paziente sta meglio. È una complicanza possibile, non dovuta alla mia incapacità ma a una situazione anatomica molto difficile che può capitare. In questi casi il risentimento dei familiari, da un punto di vista psicologico, è comprensibile. A me interessa che la malata esca fuori da questa situazione e possa avere una vita felice. In merito all’affermazione sulla cittadinanza del marito della donna, Antonellis ha sottolineato: «Non mi sono mai posto questo problema, smentisco categoricamente quella affermazione».


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