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Alcol, in Italia 8,6 milioni a rischio, bevono sempre di più le ragazzine

Alcol, in Italia 8,6 milioni a rischio, bevono sempre di più le ragazzine. Aumenta del 10% il numero di ricoveri ospedalieri. Cresce la percentuale di ragazze tra 14 e 17 anni consumatrici di alcol: è raddoppiata in 15 anni, toccando il 14,6% - Spesso si sottovalutano i pericoli di quel bicchiere in più. Gli italiani continuano a bere: non più, come una volta, il classico consumo “mediterraneo”, fatto di grandi boccali di vino a tavola, ma il ben più rischioso ‘binge drinking’, fuori pasto, soprattutto di superalcolici. Perché cresce la voglia di sbornia. Ormai sono oltre 8 milioni 600mila gli italiani “a rischio”: la percentuale di ricoveri ospedalieri è cresciuta del 10%. L’alcol uccide di più di altre sostanze e nel nostro paese la mortalità alcol correlata rimane superiore alla media europea. Fra le emergenze c’è anche quella del consumo eccessivo da parte dei giovani, in particolare delle teenager. Aumenta la percentuale di ragazze tra 14 e 17 anni che consumano bevande alcoliche: è raddoppiata in 15 anni, toccando il 14,6%. Sono i dati allarmanti contenuti nell’analisi del ministero della Salute. Il decennio 2000-2010 ha visto in particolare la crescita fra i giovani di consumare vino e birra, ma anche superalcolici, aperitivi e amari, che implicano spesso ‘la bevuta’ lontano dai pasti e con frequenza occasionale. Lo fanno fuori dai pasti e questo aumenta i pericoli per la salute: nella fascia di età 18-24 anni i consumatori fuori pasto sono passati dal 33,7% al 41,9% e tra i giovanissimi di 14-17 anni dal 14,5% al 16,9%. “Nove milioni di persone non seguono le linee guida nutrizionali dell’Inran, l’Istituto nazionael di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, ispirate alla moderazione – spiega spiega Emanuele Scafato, direttore dell’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto superiore di Sanità  che ha elaborato i dati . – Tra questi preoccupano i 400.000 minori al di sotto di 16 anni che non dovrebbero ricevere bevande alcoliche né in famiglia, né nei luoghi di aggregazione”.
Pubblicità sotto accusa. Tra le ragazze tra 14 e 17 anni nell’ultimo quindicennio la quota di consumatrici fuori pasto si è quasi triplicata. “Le ragazzine seguono di più le mode per questo sono più a rischio. Le mode sono stimolate dalle pubblicità che fanno apparire performanti le persone che consumano le bevande alcoliche. Hanno anche scoperto l’azione di disinibizione dell’alcol. Questo aiuta loro a superare la timidezza e così hanno più facilità di relazioni”.
Voglia di sbornia. Anche il binge drinking si è ormai diffuso stabilmente a partire dal 2003, registrando un costante aumento in entrambi i sessi, e nel 2010 ha riguardato il 13,4% degli uomini e il 3,5% delle donne. Complessivamente, secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il 25,4% degli uomini ed il 7,3% delle donne di età superiore a 11 anni, circa 8.600.000 persone, consumano alcolici senza rispettare le indicazioni di consumo delle agenzie di sanità pubblica, esponendosi a rischi alcolcorrelati. “Almeno il 13% della popolazione beve almeno una volta all’anno per ubriacarsi, il binge drinking – dice Scafato – . L’alcol fa molto più male quanto più è concentrato il consumo. Il problema è quello dell’intossicazione alcolica. Sono aumentati i ricoveri ospedalieri”.
Modelli sbagliati. Resta da chiedersi come mai c’è sempre più voglia di ubriacarsi. “Il modello a livello globale è quello dello sballo. L’alcol è solo un mezzo per trasgredire – spiega Simona Pichini dell’osservatorio Fumo, alcol e droga dell’Istituto superiore di sanità e rappresentante nazionale per le politiche sull’alcol presso l’Oms – . E’ più facile reperirlo rispetto alla droga, non è illegale ed è più accettato socialmente. Nell’età adolescenziale si trasgredisce facilmente, ma se il modello familiare è sano in genere si torna alla normalità”.
La mortalità. “La mortalità è superiore alla media europea , circa 20.000 morti l’anno – aggiunge Scafato – . L’alcol è una sostanza per la quale c’è la minore percezione di rischio. Si sa che è pericoloso guidare dopo una bevuta, ma va ricordato l’alcol influisce anche sull’insorgenza di 60 malattie come ad esempio 12 tipi di tumore. In Italia è bassa la percezione del rischio, soprattutto al fatto che si beve sempre di più fuori pasto

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