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Costa Allegra ko, ma gli ospiti non rinunciano alla vacanza

La crociera della Allegra non è stata una tragedia, ma un mezzo disastro sì. Eppure, nonostante la paura per l’incendio in sala macchine, le notti all’aperto e i disagi per il buio e il caldo soffocante, la gran parte dei passeggeri a rinunciare alla vacanza non ci pensa neppure: 378 dei 627 ospiti della nave hanno accettato l’offerta di continuare la villeggiatura ‘a terra’, alle Seychelles, a spese della compagnia, in alberghi «di alta qualità». Terminata quella, la Costa si occuperà anche dei voli di rientro a casa. Le brutte notizie per l’armatore, però, non arrivano solo dall’Oceano Indiano. Per il settimanale francese L’Express, il rogo scoppiato sulla Allegra non sarebbe il primo per la compagnia. Secondo quanto ha raccontato alla rivista un passeggero francese, nella notte tra il 6 e il 7 febbraio – poche settimane dopo il naufragio della Concordia – nel Mar Rosso, su un’altra nave Costa, la Voyager, sarebbero divampate le fiamme. Il testimone descrive «un messaggio di allerta» che ripeteva «pericolo a bordo» e scene di panico nei corridoi. L’incendio sarebbe scoppiato sul ponte numero 3, forse per un mozzicone di sigaretta, e sarebbe stato rapidamente domato. Pochi i danni. La crociera ha proseguito senza problemi. Fonti della Costa, però, smentiscono: si sarebbe trattato di un episodio minimo che ha fatto scattare i sensori di allarme. Mentre fra i passeggeri della Allegra c’è già chi organizza il dopo-crociera, i soccorritori stanno lavorando per far arrivare la nave nella capitale delle Seychelles, Mahè. Le condizioni del mare, però, non permettono di indicare con certezza l’orario dell’approdo. In mattinata il Comando generale delle Capitanerie di porto ipotizzava le 22.30 di oggi. Dopo qualche ora, la previsione è slittata (tornando all’orario indicato ieri) alle 5.30 di domani (ora italiana). La Allegra si sta dirigendo verso Mahè alla velocità di 5 nodi. È trainata da un peschereccio oceanico francese, il Trevignon. È stato il comandante di questa nave a raccontare come i passeggeri della Costa stiano trascorrendo queste ore. «A bordo dell’Allegra le condizioni di vita sono difficili – ha detto – Non c’è elettricità e il caldo è soffocante, con 30 gradi all’esterno, ma all’interno deve essere ancora peggio. Sulla nave arriva un elicottero due o tre volte al giorno che getta scatoloni contenenti generi di prima necessità». La Compagnia ha comunque rassicurato: «La situazione a bordo è regolare. Viene fornita acqua minerale per le necessità di igiene personale». Sul rischio ‘incursioni’, il comandante della nave francese ha tranquillizzato: «Sappiamo che sono acque battute dai pirati ma i passeggeri sono sicuri perchè a bordo dell’Allegra sono imbarcati dei militari». Fra i familiari dei passeggeri cresce l’apprensione. Ebe e Paola Bottiroli, figlie della coppia di passeggeri di Alassio, Carlo e Maria, si sono lamentate per la mancanza di un ponte radio: «Sappiamo che i nostri genitori stanno bene, ma vorremmo saperlo direttamente da loro. Nostra madre ha qualche problema di salute, siamo un pò preoccupate». Sull’Allegra c’è anche Riccardo Viola, 31 anni, di Cairo Montenotte. «Costa ci ha fatto sapere che sta bene – ha detto il padre Giuseppe – Saremo sollevati quando lo sentiremo di persona». In previsione dell’arrivo a Mahè, la Costa ha prenotato 600 posti aerei per i rientri e oltre 400 camere d’albergo per chi debba o voglia continuare il soggiorno. Alcuni componenti del ‘Care Team’ della compagnia sono stati accompagnati sulla Allegra da una nave della Marina militare delle Seychelles per organizzare i rimpatri, per tentare di riparare il guasto che ha bloccato i motori della nave e per cercare di limitare i disagi, con un generatore d’emergenza. Tre ufficiali delle Capitanerie di Porto sono partiti per Mahè: avvieranno un’inchiesta amministrativa. Ma indaga pure la procura di Genova

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