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Monti spiega la riforma: “Le imprese hanno paura di assumere perchè è difficile licenziare”

“Le imprese hanno paura di assumere perchè è molto difficile licenziare, anche per ragioni economiche”. Il presidente del Consiglio Mario Monti ha spiegato così, di fonte a una platea di 600 osservatori selezionati dal gruppo editoriale Nikkei Shimbun, uno dei motivi che hanno reso necessaria la riforma del mercato del lavoro nel nostro Paese.Illustrando la situazione politica, economica e istuzionale dell’Italia, Monti ha rivendicato a merito dell’esecutivo l’aver “ridotto le distanze dal cosiddetto sistema della flex security di Paesi come la Danimarca” e ha ricordato che questo significa appunto passare dalla protezione del posto di lavoro, “come e’ attualmente in Italia”, a una maggiore protezione dell’individuo che perde il lavoro, “con il training, con i cosiddetti ammortizzatori sociali e una drastica riduzione della segmentazione del mercato fra lavoratori attuali, molto protetti, e una totale assenza di protezione soprattutto fra i giovani”. Ed è proprio a loro che il presidente del Consiglio ha fatto riferimento osservando che “vorrebbero entrare nel mercato del lavoro ma hanno difficoltà perché le imprese hanno paura di assumere, perché é molto difficile licenziare anche per ragioni economiche”. Monti ha ribadiito che comunque “alla fine la riforma promuoverà l’interesse dei lavoratori, sia attuali sia futuri, in modo più efficace di quanto non lo faccia l’attuale sistema”, al quale riserva un’ulteriore critica: “Mi spiace, ma scoraggia le imprese italiane dagli investimenti nel Paese, cosi’ come quelle straniere”. E’ vero, ha riconosciuto, che “il mercato del lavoro non è in alcun modo la sola ragione per cui negli ultimi 10-15 anni ci sono stati molto pochi investimenti stranieri in Italia, motivo per cui il Paese cresce meno anche per l’assenza di infrastrutture, ma il mercato del lavoro ha un ruolo anche in questo”. Confortato dal consenso che ha riscontrato tra gli italiani, nonostante “comprensibili” polemiche, Monti si è detto anche “fiducioso” sulla effettiva traduzione in legge della riforma del mercato del lavoro, per la quale considera possibile il via libera finale del Parlamento secondo le previsioni, “entro l’estate”. Fiducioso anche “perché il caso precedente della riforma delle pensioni mi lascia ben sperare”. “Una parte della riforma è accettata da tutti e non è strano – ha osservato non senza una vena d’ironia – visto che è quella che comporta maggiore spesa da parte del governo”. Ma si tratta di un disegno generale che ne prevede anche “altre strettamente connesse con il resto del pacchetto” e il professore bocconiano ha ricordato che “perché sia una buona riforma abbiamo il dovere di un equilibrio, in modo che l’impianto della riforma sia buono”. “Non posso essere sicuro ma ci credo fermamente. Credo nella persuasione”, è stato lo spirito con il quale il presidente del Consiglio ha sintetizzato il cammino davanti alla riforma uscita da Palazzo Chigi.

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