| categoria: attualità, primo piano

Mannaia su 18mila posti letto. A rischio i piccoli ospedali. «Così sarà un inferno»

Con la spending review messa a punto dal commissario Bondi, il governo prepara altri pesantissimi tagli all’offerta sanitaria nazionale, rischiando di mettere in ginocchio un settore già provato dagli anni dell’austerithy tremontiana. Da quanto trapela la sanit contribuirà alla revisione della spesa con risparmi per 5 miliardi in due anni e mezzo: 1 nel 2012, 2 nel 2013 e 2 nel 2014.

L’obiettivo di Palazzo Chigi è quello di raggiungere una media di 3,7 posti letto per 1.000 abitanti, con un taglio tra i 15 e i 18mila posti letto. I primi ospedali ad essere colpiti saranno ovviamente quelli considerati “troppo piccoli”. A rischio anche i punti nascita con meno di 500 parti l’anno, che è già stata concordata in Conferenza Stato-Regioni ma ancora non attuata. Dal 1 gennaio 2013 potrebbero essere chiusi i piccoli ospedali con meno di 80 posti letto. Numeri diversi da quelli emersi nella giornata di ieri.

Per contrastare i nuovi tagli, oltre ai sindacati nazionali si stanno muovendo anche le associazioni di categoria. Federanziani per esempio ha già ribattezzato il provvedimento della spending review sanitaria come «decreto Caronte», perchè, spiegano dall’associazione, «traghetterà la sanità italiana verso l’inferno e la giungla del diritto sanitario». Secondo la federazione sarebbe opportuno, prima di varare il decreto,«compiere un atto di coraggio, ridefinendo e modificando i Lea,i quali non sono più Livelli essenziali di assistenza, malivelli minimi di assistenza. È evidente che l’SSN non è piùin grado di tutelare la salute dei cittadini italiani, inparticolare degli anziani che, già impoveriti dalla crisieconomica, si troveranno alla negazione di prestazioni eservizi sanitari, vedendo così calpestato il loro diritto a curarsi».

Secondo Federanziani chiudere i piccoli ospedali, ridurre i posti letto, togliere ossigeno all’industria farmaceutica «ci porterà inesorabilmente alla creazione di cittadini di serie A e di serie B. Non solo. Quando ivertici delle Big Pharma non troveranno più redditizio ilmercato italiano avranno solo due possibilità di azione:uscire dalla fascia della rimborsabilità e mettere taliprodotti a carico del cittadino; seconda possibilità, la piùprobabile, non permettere al nostro sistema di avere accesso aifarmaci innovativi. Ecco così realizzato il sogno di Caronte:solo i cittadini che potranno permettersi l’acquisto di farmaciinnovativi potranno curarsi. Tutti gli altri periranno sul traghetto di “Caronte” appena salpato dalla mente di questo governo. Le nostre preoccupazioni vanno alle piccole comunità montane, ai paesi sperduti, dove l’ultimo presidio è lafarmacia rurale che, non avendo più alcuna redditività,perirà di fronte al Belzebù sanitario. Aumenteranno le listed’attesa, perchè la specialistica convenzionata e case di curaprivate accreditate disdiranno le convenzioni, e quindi gliospedali e le Asl non saranno più in grado di rispondere alladomanda sanitaria. Medical device, o dispositivi medici,saranno un miraggio. La nostra nazione ha così di fattosmantellato il Servizio sanitario pubblico facendo attenzione anon dimenticare la diminuzione del 10% del personale pubblico.Non è questo il modo per razionalizzare la spesa sanitaria. Lasalute non è un costo, ma un bene per la nazione. Il governoMonti ha il dovere di dialogare con tutto il comparto e trovarele soluzioni adeguate, concertate e sostenibili persalvaguardare il diritto alla salute. Se non curati con tuttol’occorrente e il necessario, i malati costeranno il doppio, iltriplo, o forse il quadruplo; ma se non avranno i soldinecessari per curarsi, sarà il caos».

Ti potrebbero interessare anche:

«Fuori dalle palle chi pensa che io non sia democratico e che Casaleggio si tenga i soldi»
Ruby bis: Il Pm,"La Minetti fece sesso a pagamento"
L'eroe dei giovani? Per otto su dieci è Papa Francesco


wordpress stat