| categoria: Roma e Lazio

Una talpa in Procura di Roma, arrestato ex agente del Sisde

Marco Bernardini. Anche l’ex capo della security Pirelli/Telecom e protagonista di primissimo piano dell’inchiesta sui cosiddetti dossier illegali, è coinvolto nella vicenda della talpa infiltrata nella Procura di Roma . Ex agente dei servizi segreti interni, Bernardini si è occupato in passato di una vera e propria attività di intelligence per conto del responsabile della sicurezza prima di Pirelli e poi di Telecom, fino a diventare uno dei principali testimoni dell’accusa, quando è scoppiato lo scandalo (il processo è ancora in corso a Milano). Ora però è finito in manette per ordine del gip Antonella Minunni su richiesta del pm Carlo Lasperanza. I magistrati spiegano che la talpa Alessandro Prili, il carabiniere in servizio nell’ufficio Primi atti di piazzale Clodio, che si occupava di consultare il registro degli indagati (Rege) su commissione, lavorava di fatto per due diverse agenzie: la Global security service di Bernardini e la Nuova Flaminia Srl, specializzata in particolare in pratiche auto. 
Secondo gli inquirenti, attraverso l’ex agente del Sisde sarebbe passato uno degli accertamenti più delicati emersi nell’inchiesta: la richiesta di informazioni su un finanziere, Giuseppe Pinna, che all’aeroporto di Fiumicino si era impegnato a far passare tra i bagagli ordinari un carico di 110 chili di cocaina in cambio di 20 mila euro. Dopo aver avuto l’informazione, Pinna ha anche provato ad evitare l’arresto, scattato parallelamente all’indagine sulla talpa: «Pinna iniziava – scrive il gip – una sorta di pseudo collaborazione con il Gico (antimafia delle fiamme gialle ndr) al fine di precostituirsi una giustificazione per eventuali contatti che gli sarebbero potuti essere contestati con soggetti pregiudicati». L’avvocato che difende Bernardini, Vincenzo Carosi, spiega che nel suo caso la custodia cautelare è stato un atto eccessivo: «In ogni caso ha chiarito la sua posizione ed è stato messo ai domiciliari». Ma per la maggior parte degli episodi, Prili cerca un po’ di tutto e a poco prezzo. Qualche volta appoggiandosi su una rete di relazioni piuttosto consistente. 
Ad aiutarlo, scrive il gip, c’è «un operatore della Guardia di finanza, avente user id E87108», e l’avrebbe aiutato, forse inconsapevolmente, anche un ufficiale della Gdf in servizio in procura a Roma. Su richiesta della Nuova Flaminia, Prili si informa di un certo Bastianelli Paolo residente a Ostia e con una barca alla Maddalena. E per farlo chiede una mano ad «un appartenente alla Capitaneria di Porto, verosimilmente di Roma. Dopo aver effettuato il controllo, il militare della Guardia costiera riferisce a Prili i risultati dell’accertamento sull’esistenza di barche in possesso di Bastianelli». Prezzi contenuti comunque. Quando un committente chiede a Prili, «a quelli quanto je dico, 60 euro l’una?», lui risponde: «Vedi tu è n’amico tuo, vedi tu». Solo per la barca chiede un regalino: «E portame ’na bottiglia di champagne». 

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