| categoria: esteri

Pena di morte per il killer della strage di Denver? Lo decideranno i parenti delle vittime

Veglia delle vittime della strage di Denver

Rischia la pena di morte il killer della strage del cinema Aurora nei pressi di Denver. Alla prima dell’ultimo film di Batman ha aperto il fuoco sulla folla uccidendo 12 persone e ferendone altre 58. Nell’ultimo anno James Holmes aveva potuto comprare pistole, bombe, giubbetti antiproiettili senza che nessuno gli chiedesse nulla. Stralunato, con la barba lunga, i capelli tinti di rosso, la casacca color granata e uno sguardo assente, a tratti perso nel vuoto. Così si è visto nell’aula del tribunale. Holmes è arrivato alle nove e mezza di mattina nell’aula del tribunale di Centennial dalla sua cella di sicurezza nella Arapahoe County Jail, attraverso un tunnel sotterraneo. Non è più il terribile “Joker”, il nemico di Batman, il suo volto è apparso frastornato, con le sue smorfie di dolore, che a tratti dondola la testa, quasi in lacrime, o sul punto di addormentarsi. Probabilmente sedato, non pronuncia una parola. Rispondono i suoi legali. James Holmes, il killer del cinema Aurora, ha ascoltato in silenzio i capi d’accusa pronunciati dal giudice alla sua prima udienza preliminare, durata come previsto pochi minuti.

Per la prima volta, i parenti delle vittime – presenti in aula e in una sala adiacente – e tutto il mondo hanno potuto vedere in faccia il ragazzo che con la sua impresa criminale ha sconvolto le loro vite e tutta l’America. Da quando, senza opporre resistenza, s’è consegnato agli agenti nei pressi della sua auto, fuori dal cinema della morte, il killer vive in perenne isolamento. Gli altri detenuti, da giorni, urlano slogan contro di lui promettendogli vendetta. Holmes rischia ovviamente la pena di morte, ma le accuse a suo carico verranno formalizzate solo lunedì prossimo, il 30 luglio. E il procuratore ha già fatto sapere che passeranno mesi prima che la pubblica accusa deciderà se chiedere nei suoi confronti la pena capitale. Anche il suo processo sarà una di quelle saghe che gli americani seguiranno con passione in tv, nei prossimi mesi ma non prima del prossimo anno, udienza dopo udienza. Anche se la fine sembra annunciata.

La pubblica accusa ha manifestato l’intenzione di consultarsi con le famiglie delle vittime sull’opportunità o meno di chiedere la sua condanna a morte. Lo ha detto il procuratore distrettuale Carol Chambers, della contea di Arapahoe, dopo la prima apparizione in aula del 24enne. «Si tratta di un processo lungo che avrà un impatto sulla vita dei familiari delle vittime per anni. Per questo vogliamo sentire il loro parere prima di prendere qualsiasi decisione in proposito», ha detto la Chambers. «L’importante è che venga trattato come qualsiasi altro imputato che entra nel sistema giudiziario criminale».

Ti potrebbero interessare anche:

Twitta il suo direttore:'Domenico Quirico è vivo'
Siria: Opac, visitati 11 siti, distrutto materiale in sei
CHARLIE HEBDO/ Vignettisti minacciati in Turchia
MIGRANTI/ Centinaia attraversano il fiume verso la Macedonia
Usa 2016: a Sanders caucus Utah e Idaho
Camion contro la folla: attentato a Gerusalemme, 4 morti e 20 feriti



wordpress stat