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La dieta senza glutine costa 220 milioni all’anno, ma il 60% dei celiaci “trasgredisce”

Non basta dover rinunciare a pasta, pizza, biscotti e tanti altri cibi appetitosi per il glutine: chi e’ celiaco deve anche spendere parecchi soldi per mangiare senza glutine: ben quasi 200 milioni l’anno. E’ quanto rileva un’indagine condotta dall’Osservatorio dell’Associazione italiana celiachia (Aic) su oltre 3000 pazienti in tutta Italia. L’AIC ha infatti rilevato che un paniere di dodici dei prodotti piu’ spesso utilizzati in cucina (come pane, pasta, farina e preparati per pizze, biscotti e merendine, prodotti pronti surgelati) costa al celiaco da 40 a 60 euro, a fronte di prezzi che si aggirano sui 25 euro nel caso di alimenti ‘normali’. Oggi, i celiaci italiani spendono per gli alimenti speciali piu’ di 140 milioni di euro in farmacia, poco meno di 15 milioni nei negozi specializzati e 45 milioni di euro nella grande distribuzione. E circa 50 milioni di euro ‘sforano’ i rimborsi coperti dal Servizio Sanitario Nazionale e devono essere sborsati dai pazienti di tasca propria. Tuttavia il 60% dei celiaci non riesce a resistere ai cibi ‘vietati’, ovvero con glutine, e per uno su due e’ quasi impossibile non trasgredire. Secondo lo studio, il 35% dei celiaci ritiene la dieta senza glutine un regime alimentare troppo rigido. Tuttavia otto celiaci su dieci ammettono che infrangere le regole non e’ un piacere e sette su dieci sono consapevoli che puo’ nuocere alla loro salute. Nonostante questo, il 15% dei pazienti ha trasgredito almeno una volta nell’ultimo mese, ma dopo averlo fatto solo il 4% si sente gratificato e soddisfatto: il 35% si sente in colpa e in un caso su cinque non ne parla a nessuno; appena il 3% dei pazienti confessa al medico di aver mangiato un cibo con glutine. Per ridurre la comprensibile voglia di trasgressione, secondo gli esperti, bisognerebbe aumentare disponibilita’ e varieta’ dei prodotti senza glutine, magari diminuendone anche il prezzo.

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