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Rita Levi Montalcini, migliaia di persone al funerale del premio Nobel a Torino

Rita Levi Montalcini

Sono migliaia i torinesi presenti oggi al cimitero Monumentale per assistere alle esequie pubbliche di Rita Levi Montalcini, morta lo scorso 30 dicembre all’età di 103 anni. Tanti i vicini di casa, i residenti del quartiere, gente comune e soprattutto tanti giovani che hanno voluto rendere omaggio alla senatrice a vita e premio Nobel per la medicina. Alla cerimonia sono stati presenti anche i ministri Francesco Profumo ed Elsa Fornero, il governatore del Piemonte Roberto Cota, e Pietro Marcenaro, presidente della Commissione senatoriale per i diritti umani di cui la senatrice a vita faceva parte. Dopo i brevi interventi di tre oratori, si è composto un corteo che ha accompagnato la salma al tempio crematorio. «E’ un momento di saluto e noi abbiamo voluto permettere a chiunque lo desideri di salutare la zia», ha detto la nipote Piera. Giovedì dovrebbe tenersi la cremazione, così come espresso dalla stessa scienziata prima di morire. Tra le sue ultime volontà, quella di ricevere, non fiori, ma piuttosto offerte per la sua fondazione, che si dedica a progetti che aiutano le donne africane ad accedere all’istruzione. Certo – scriveva Rita Levi-Montalcini sull’home page del sito – si tratta di una goccia nel mare, al confronto delle altre grandi sofferenze del Continente africano, ma sono convinta che aiutando le donne nel raggiungimento di questo diritto, si possa guardare alla libertà di crescita e di sviluppo degli individui della propria società di appartenenza e di quella globale”. La scienziata, poco prima di spirare, aveva ancora gli appunti accanto al computer dove lavorava. Continuava nella sua ricerca e la sera del 30 dicembre aveva lavorato ai suoi studi fino alle ore 21. Trascorreva gran parte del suo tempo in una piccolissima cameretta in una casa enorme. Nella sua stanza c’era appena lo spazio per un letto e una scrivania sulla quale si trovava un computer di ultima generazione. La stanza era sommersa di libri, cd e documenti scientifici. Sulla parete del letto c’era un’unica foto, quella della madre. Il Sindaco Gianni Alemanno ha annunciato che sarà avviato l’iter per dedicarle una strada di Roma di cui la scienziata era anche cittadina onoraria. «Il modo migliore per ricordarla ora – ha detto il sindaco – è far sì che la sua Fondazione vada avanti». Intanto riecheggiano le parole di Piera Levi-Montalcini, consigliere comunale a Torino, nipote della senatrice a vita, che ha commentato la morte della scienziata con una metafora: «Si è spenta come si spegne un faro». Redazione Online News

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