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Cori razzisti, stop a Pro-Patria-Milan

L’amichevole Pro Patria-Milan è stata prima interrotta e poi definitivamente sospesa a causa di cori razzisti dei tifosi locali diretti verso i giocatori di colore del Milan.

L’amichevole del Milan contro la Pro Patria – squadra di Busto Arsizio dove si giocava la partita – é stata interrotta a causa del ritiro dal campo del Milan dopo che una minoranza di tifosi della Pro Patria ha rivolto ai giocatori di colore del Milan insulti razzisti. I rossoneri hanno deciso di non tornare in campo. La partita è stata sospesa al 26′ del primo tempo. Gli insulti erano diretti a Boateng, Niang, Emanuelson e Muntari.

ALLEGRI,STOP INCIVILTA’,PAESE CRESCA – “Ritirarci era la scelta giusta di fronte ad una cosa come questa. Bisogna smetterla con questi gesti incivili. L’Italia, il Paese deve migliorare e diventare più educato e più intelligente”. Così Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, commenta lo stop dell’amichevole a Busto Arsizio per cori razzisti.

“Ci dispiace – aggiunge Allegri – che accadano questi episodi. Soprattutto per gli altri tifosi, le famiglie e i bambini che erano qui per passare una bella giornata. Abbiamo promesso alla Pro Patria di tornare qui per queste persone. Ci dispiace per i giocatori della Pro Patria e per la sua società ma dovevamo dare un segnale forte e spero che serva da esempio sia dai campionati maggiori fino alle serie minori”.
“Non sono ultrà della Pro Patria, non possiamo intervenire sugli spalti, questo è un compito delle forze dell’ordine”. Il presidente della Pro Patria, Pietro Vavassori, assolve la sua società per i cori razzisti ai giocatori del Milan. “Questi signori vanno isolati – ha detto ai microfoni di Sky – ma non sono persone che vediamo allo stadio. Sono amareggiato, non ho parole. Purtroppo le società sono impotenti, non possono fare nulla”. Vavassori ha raccontato di aver “sperato fino all’ultimo che i tentativi della dirigenza del Milan andassero a buon fine, ma ha prevalso la solidarietà ai giocatori”. Sullo stop deciso dai rossoneri, con l’ingresso in campo del capitano Ambrosini, senza l’intervento della terna arbitrale, il n.1 della Pro Patria ha spiegato: “Ci sono stati problemi di comunicazione, e anche di sottovalutazione. Chi doveva prendere la decisione ha pensato che il buonsenso avrebbe prevalso. Essendo un’amichevole era giusto rispettare la sensibilità dei giocatori colpiti da cori intollerabili. Hanno detto che ce l’avevano con El Sharaawy per le dichiarazioni fatte, ma poi i cori sono stati indirizzati ad altri”.

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