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La scomparsa di Missoni Jr, resta un filo di speranza

”E’ esasperante non avere notizie”. All’aeroporto di Caracas, Nora Andrada, la moglie del copilota scomparso nel mar dei Caraibi con a bordo quattro italiani tra cui Vittorio Missoni e la moglie, appare tranquilla, ma non nasconde il proprio dolore e apprensione, perche pi— passa il tempo, meno sono le speranze di trovarli. C’e’ un filo comune che in queste ore lega il Venezuela e l’Italia: e’ la grande attenzione per la vicenda dell’aereo scomparso venerdi’ nel cielo dell’arcipelago di Los Roques. Oltre al dolore e l’angoscia delle famiglie dei due piloti venezuelani del velivolo e dei parenti dei quattro italiani coinvolti. All’aeroporto internazionale di ‘Maiquetia’, una ventina di chilometri da Caracas, il flusso dei passeggeri prosegue normalmente: anzi, allo scalo c’e’ un grande traffico di aerei e di viaggiatori, anche a causa del fine settimana e del caldo di questi giorni nella capitale venezuelana. Molti dei voli sono appunti diretti nelle spiagge, isole e localita’ del Mar dei Caraibi. Per esempio, verso Los Roques. In un angolo dello scalo c’e’ Nora, la moglie di Juan Ferrer, il 45/enne copilota dell’aereo. La responsabilita’ del volo era di Ferrer, insieme al pilota, German Merchan, 72 anni. Nora non e’ da sola, e’ accompagnata da altri familiari, 5-6 in tutto, tra i quali la madre e il fratello. Appare tranquilla, non piange, ma Š preoccupata, molto preoccupata. Il suo cellulare, e quello dei parenti, non smette di suonare. ”E’ esasperante non avere notizie”, si limita a segnalare all’ANSA, mentre cammina su e giu’ nervosamente in una in una sala deserta dell’aeroporto, da dove attraverso delle grandi vetrate si vedono i decolli e gli atterraggi degli aerei. Di piu’ non dice, anche perche e’ in attesa di parlare con i responsabili dell’inchiesta, che in questi giorni sono impegnati sia a Caracas, dove c’e’ il coordinamento delle indagini, sia alla ‘Gran Roque’, la principale delle isole da dove e’ partito il volo poi disperso. Del caso del piccolo velivolo scomparso nel nulla, e degli ‘italianos’ coinvolti, si sta parlando ogni giorno di piu’ nel paese e nei media. La snervante attesa e le incognite aumentano a misura che passano le ore, anche per il fatto che sull’intera vicenda c’e’ per ora solo un grande silenzio. Non e’ emerso alcun dato concreto, nessuna traccia ne’ pista. Il silenzio piu’ assoluto: ed e’ cosi’ fin dal primo minuto, da quando cioe’ – alle 12,39 (ora locale) di venerdi’ – i piloti dell’aereo sono entrati in contatto con la torre di controllo di Maiquetia, segnalando solo che tutto era normale. Il ‘mistero’ delle isole viene seguito d’altra parte sulle reti sociali, dove in queste ore sono stati molti i venezuelani che hanno manifestato la propria ‘tristezza’ per quanto accaduto. ‘Speriamo in un miracolo’, afferma per esempio ‘Daniele Flores’, augurandosi che prima o poi ‘tutti i passeggeri vengano trovati”. ‘Spero trovino quella ‘avioneta’, dice d’altra parte ‘Luz di Mauro’, mentre anche ‘Simon Bolivar Jr.’ e ‘Alberto’ vorrebbero avere notizie quanto prima sulla ‘avioncito desaparecida’. A conferma di quanto Los Roques siano un vero paradiso della zona, e della passione che tanti venezuelani – non solo a Caracas – hanno per l’arcipelago, c’e’ un commento, fatto sempre su twitter, da ‘Leslie’: ‘una visitina a Roques non sarebbe male’, afferma, probabilmente senza sapere niente di quanto successo venerdi’.

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