| categoria: Roma e Lazio

Parte il decreto Clini, il Lazio smaltirà i rifiuti di Roma

Negli impianti del Lazio c’e’ lo spazio per smaltire i rifiuti della provincia di Roma, occorre solo farli funzionare a pieno regime. E’ la strada per superare l’emergenza nella Capitale imposta con decreto dal ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, che lo ha illustrato ad enti locali ed imprese, sottolineando che ”e’ uno scudo contro la criminalita’ organizzata” che si insinua ”in un contesto di scarsa responsabilita’ delle amministrazioni competenti”. Il provvedimento, pubblicato nel pomeriggio in Gazzetta ufficiale, e’ dunque operativo e impegna nell’arco di un mese le autorita’ locali a rispettarlo. Altrimenti, saranno sanzionate e interverra’ con poteri sostitutivi il neo ‘supercommissario’ Goffredo Sottile, in carica per sei mesi. Ma per il sindaco di Viterbo, Giulio Marini il decreto ”e’ inaccettabile”. Gli effetti del provvedimento possono essere verificati gia’ nei prossimi 60 giorni, ha spiegato il ministro dopo una ”riunione franca con Regione, Comune di Roma, Provincia di Roma e altri comuni e province del Lazio e titolari delle imprese di trattamento meccanico biologico dei rifiuti coinvolti nel provvedimento”. E l’attuazione completa del decreto, che sara’ possibile nel giro di un anno, consentira’ di riconsiderare la proroga della discarica di Malagrotta ed evitare la realizzazione di quella provvisoria a Monti dell’Ortaccio (il patron di Malagrotta Manlio Cerroni, uscendo dalla riunione col ministro Clini e’ stato apostrofato come ”assassino” e ”abusivo” da una rappresentanza dei comitati contro la discarica di Monti dell’Ortaccio). ”Questa e’ una strada senza ritorno – ha sottolineato la presidente dimissionaria della Regione Lazio, Renata Polverini – Oggi si mette in moto il meccanismo che dovrebbe portare alla chiusura definitiva della fase di emergenza nel Lazio”. Il decreto si basa sulla legge di Stabilita’ e quindi supera la normativa regionale secondo la quale ogni provincia doveva essere autosufficiente, escludendo il trasferimento dai rifiuti da una provincia all’altra. Dal 25 gennaio prossimo i rifiuti urbani prodotti dai comuni di Roma, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato del Vaticano dovranno essere trattati negli impianti del Lazio che hanno capacita’ residua autorizzata. Entro il 15 febbraio, poi, le autorita’ competenti devono completare le procedure di autorizzazione di altri impianti nella regione che sono in attesa del via libera ormai da troppo tempo. Ed entro il 30 gennaio – stabilisce ancora il decreto – deve essere reso operativo il piano di raccolta differenziata nel comune di Roma. Che ”negli ultimi 15 giorni di dicembre ha raggiunto il 30% al giorno” ha detto il sindaco Alemanno, ma che e’ ancora insufficiente secondo Clini perche’ la legge nazionale prevede il 60%. Inoltre, entro fine gennaio devono essere adottate le misure necessarie per favorire il recupero energetico dei rifiuti. Indicazioni che se non rispettate provocheranno l’intervento sostitutivo del commissario Sottile. I rifiuti prodotti nella Provincia di Roma sono pari a 1,8 milioni di tonnellate l’anno, quantitativo che si riduce del 30% per la raccolta differenziata, arrivando a 1,3 milioni. Negli impianti di trattamento meccanico-biologico del Lazio gia’ autorizzati c’e una capacita’ residua per 930.000 tonnellate mentre gli impianti in corso di autorizzazione hanno una capacita’ disponibile di circa 850.000 tonnellate. ”Sono dati ufficiali – ha precisato Clini – forniti dalla Regione Lazio e trasmessi il 24 dicembre scorso al ministero dell’Ambiente. Qualcuno ha contestato questi dati dicendo che non sono corretti ma se fosse vero significherebbe che sono falsi e allora procederei immediatamente per il reato di falso, rivolgendomi all’Autorita’ giudiziaria”.

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