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Libia: sparano all’automobile(blindata)del console italiano, nessun ferito

Colpi di arma da fuoco oggi contro l’auto del console italiano a Bengasi. Per fortuna non ci sono feriti. Il console Guido De Sanctis, 51 anni, sta bene. La blindatura dell’auto ha resistito e il console che si trovava all’interno della vettura non è ferito.

“I colpi esplosi contro di noi, che hanno raggiunto l’auto a bordo della quale ci trovavamo, si sono infranti contro il finestrino all’altezza della mia testa e di quella del guidatore, proprio mentre stavamo rientrando davanti a casa”, ha detto il console De Sanctis, subito dopo l’attentato. “Sto bene. Gli spari sono arrivati da un’auto che passava a un incrocio poco distante dalla nostra vettura su cui c’era una terza persona a bordo – ha aggiunto – . Ora dovremo capire quale è il quadro in cui si inserisce questo episodio”. Dopo che gli spari sono stati esplosi contro l’auto del console si è anche verificato un black out nella zona.

VIDEO L’assalto al consolato americano

L’attacco al console italiano è stato sferrato in un’area ad alta tensione. L’11 settembre scorso Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, è stato ucciso nei pressi del consolato Usa di Bengasi, insieme a Sean Smith, agente dei servizi segreti, e due marines. L’attacco

alle sedi diplomatiche americane è stato sferrato da un gruppo di manifestanti che protestavano contro un film ‘blasfemo’ sulla vita del profeta Maometto, prodotto negli Usa. Da quel momento la Farnesina ha rafforzato le misure di sicurezza anche per proteggere il console De Santis. “Abbiamo deciso di mantenere aperto lì il consolato. La situazione lì è difficile, c’è una presenza integralista e continuano gli omicidi mirati – ha detto ieri in un’intervista all’Agi l’ambasciatore in Libia Giuseppe Buccino Grimaldi – . ma andiamo avanti senza problemi e il nostro console, Guido De Santis, è più protetto” alla luce di quanto avvenne l’11 settembre scorso, quando fu attaccata la sede del consolato americano e fu ucciso l’ambasciatore Chris Stevens”. L’Italia è l’unico paese europeo ad avere un consolato a Bengasi. “Siamo determinati a mantenere questa presenza” confidando in un governo che “può traghettare la Libia verso uno Stato democratico e fondato sul diritto”, ha aggiunto Buccino Grimaldi.

De Sanctis è la figura di riferimento per l’Italia a Bengasi ed è stato più volte protagonista in Cirenaica. Ha risolto tutte le crisi che si sono aperte sia durante che dopo la caduta del regime di Muammar Gheddafi, che hanno visto coinvolti italiani: dal sequestro di 4 giornalisti (Domenico Quirico, Claudio Monici, Elisabetta Rosaspina e Giuseppe Sarcina) nel mese di agosto del 2011 fino ai sequestri di pescherecci italiani.

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