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Acque agitate al Cem di via Ramazzini: chiude il servizio ambulatoriale, disabili a rischio

C’è malcontento in queste ore al Cem – Centro di educazione motoria. Domani scenderanno in campo i genitori di 35 bambini da 0 a 14 anni, con disabilità grave che protestano contro la chiusura immediata del servizio ambulatoriale, che riguarderebbe anche altri 70 bimbi in lista di attesa. Ad essere smantellati probabilmente anche altri ambulatori, come quello del Morbo di Parkinson. La manifestazione si terrà alle 10 nel cortile del comitato provinciale della Croce Rossa di Roma, in Via Ramazzini. La decisione fa seguito alla necessità di risparmiare dove è possibile, visto che la Asl non è arrivata alla definizione di un accordo sui servizi e sono tutti in attesa di una nuova configurazione politica dopo le prossime elezioni. Intanto la situazione al Cem è in stallo e a rimanere con il cerino in mano è proprio la Croce Rossa che sta cercando di fronteggiare la situazione senza direttive e senza budget per i prossimi tre mesi. Il problema però a questo punto ricade sui genitori, che si troveranno improvvisamente senza strutture per poter gestire le patologie dei bambini e garantire loro una riabilitazione. L’Ambulatorio dell’età evolutiva del Cem è una struttura d’eccellenza nel trattare patologie come il disturbo evolutivo e specifico del linguaggio, il disturbo dell’apprendimento, il disturbo della coordinazione motoria, ritardo psicomotorio e cognitivo, sindromi e paralisi cerebrali infantili che sono le patologie di cui soffrono questi bambini. L’intervento prevede una presa in carico globale da parte dell’equipe riabilitativa multidisciplinare dell’ambulatorio (2 neuropsichiatri infantili, 2 logopediste, 1 terapista della neuro psicomotricità dell’età evolutiva, 1 psicologa), sia con un lavoro specifico sul bambino, sia con la famiglia e con i servizi correlati (quindi anche con la scuola). Il bambino si avvale di sedute a frequenza bi/quadri settimanale di terapia riabilitativa in seguito a valutazione personalizzata del caso. La famiglia del bambino viene seguita attraverso colloqui di sostegno psicologico e psicopedagogico per essere supportata durante il percorso riabilitativo del figlio. In ambito scolastico sono previsti colloqui con insegnanti e familiari per pianificare una programmazione didattica individualizzata, per supportare un inserimento sociale adeguato, che permetta al bambino di usufruire degli ausili necessari per superare le problematiche esistenti. Nella pratica terapeutica, questo si traduce con l’instaurarsi delle relazioni di fiducia da parte della famiglia e della relazione empatica con il bambino, grazie alle quali è possibile costruire un percorso riabilitativo efficace ed efficiente. Gli utenti di questo ambulatorio sono minori disabili e per questo rappresentano una categoria particolarmente fragile, che va tutelata e protetta anche dal rischio psicopatologico indotto da un’interruzione di terapia non programmata.

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