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Approvata dallo stato di New York una legge sulla restrizione per le armi da fuoco

È stata approvata tra l’esultanza del governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo e l’incoraggiamento del sindaco della Grande Mela Michael Bloomberg la nuova legge che istituisce restrizioni al possesso e alla vendita di armi da fuoco, il primo provvedimento sul controllo delle armi dopo la strage nella scuola Sandy Hook di Newtown. Il gun-control è un tema sempre caldo negli Stati Uniti, dove la libera vendita di armi è vista come un diritto sancito dal secondo emendamento della Costituzione, e ogni restrizione è osteggiata dalle potenti lobby delle armi. Per questo la nuova legge newyorchese è stata accolta come un successo, anche se le restrizioni che porta sono molto, molto blande. Vediamole nel dettaglio.
La legge, approvata dall’Assemblea di Stato con 104 voti a favore e 43 contro, amplia la definizione di arma d’assalto, armi per le quali non è possibile la libera vendita, impone restrizioni più forti per l’accesso alle armi da parte delle persone mentalmente instabili, e limita l’acquisto di grossi caricatori. Questo è forse il punto emblematico su quanto la legge sia restrittiva solo a parole: attualmente i caricatori in commercio contengono 10 colpi, con la nuova legge si possono acquistare solo quelli con un massimo di 7 colpi. Non si tratta certo dell’annunciata stretta sul possesso di armi. E anche per quanto riguarda le persone mentalmente instabili, la legge prevede solo maggiori poteri agli ufficiali di polizia, nonostante Cuomo, democratico, avesse detto “Chi soffre di questi problemi di salute non dovrebbe possedere armi”. Non dovrebbe, ma può ancora farlo.

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