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Tabacci-Donadi, ecco il centro che sceglie Bersani: in lista Flick, Rivera, Contini e Villoresi

L'ex ministro Giovanni Maria Flick

C’e’ anche un centro che non mira al pareggio in Senato e allo ”stallo”, ma e’ anzi schierato con Bersani per far vincere il centrosinistra con la sua politica ”keynesiana” diversa da quella liberista dei centristi di Monti. Si tratta del Centro Democratico, il nuovo partito di Bruno Tabacci e Massimo Donadi che hanno oggi presentato il simbolo, il programma e le liste. Dopo aver preso parte alle primarie del Centrosinistra, Tabacci si e’ lanciato in un nuovo progetto politico, quello di un partito si’ di centro ma non conservatore, certamente di impronta cattolica ma di tipo liberale, grazie anche alla convergenza dell’ex dipietrista Massimo Donadi e degli altri parlamentari che sono usciti dall’ Idv. L’obiettivo del terzo partito della coalizione e’ di fare concorrenza al centro di Monti: ”Noi siamo il centro che non mira allo stallo bensi’ alla governabilita”’, ha detto Tabacci. ”Siamo il centro che sceglie prima delle elezioni e lo dice” sintetizza Pino Pisicchio, capogruppo dell’Api, partito che ha aderito in blocco al nuovo progetto con l’unica eccezione del suo leader Francesco Rutelli: ”Aveva delle perplessita’ su questo progetto” ha detto laconico Tabacci. Un terzo innesto e’ rappresentato da alcune liste civiche in diverse Regioni. Si punta molto su questa rete territoriale piu’ che sulla Tv anche se la par condicio assicurera’ alcuni passaggi in video a Tabacci. La quarta componente e’ rappresentata da alcune ”grandi donne”, come le ha definite Tabacci, a partire dall’ex governatore della regione irachena di Nassirya, Barbara Contini, grande delusa da Berlusconi, con cui e’ stata eletta nel 2008 in Senato: ”In due anni ha reso insostenibile la mia appartenenza al Pdl”. Tra i candidati che hanno sposato il progetto l’ex presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Maria Flick, l’ex Pallone d’Oro Gianni Rivera, l’attrice Pamela Villoresi. Anche a livello programmatico la distanza e’ siderale dall’Agenda Monti che pure, dice Tabacci, ”abbiamo guardato con interesse”. Piu’ che il liberismo, l’ispirazione e’ keynesiana. I precedenti in Italia? ”Il Piano lavoro di Tina Anselmi del 1977 – spiega Pisicchio – che con una serie di incentivi alle imprese creo’ 40.000 posti in un anno”. (

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