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Monti:’Nel ’94 votai il Cav’ .’Mai al governo con Sel’

‘Il voto è segreto… ma nel ’94 l’ho votato. Solo allora però perché credevo potesse portare avanti una rivoluzione liberale che poi non c’é stata”. Così il premier uscente Mario Monti risponde a Ilaria D’Amico su Sky Tg24 in merito a Silvio Berlusconi. “Il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna, fondata sul matrimonio. I figli vanno cresciuti da un padre e da una madre. Il Parlamento può trovare altre forme per tutelare forme di convivenze”, afferma Monti . Per quanto riguarda il matrimonio gay e le unioni di fatto, ha detto Monti, “il mio pensiero è che la famiglia sia costituita da un uomo e da una donna e credo che la famiglia sia fondata sul matrimonio e ritengo necessario che i figli crescano con un padre e una madre”. Detto ciò, ha aggiunto, “il Parlamento può certamente trovare delle soluzioni convincenti per regolare altre forme di unioni e convivenze”. “Nel nostro movimento politico – ha concluso – ci sono idee pluralistiche su questo tema così come nella società e negli altri partiti”. “La sinistra ha fatto grandi passi avanti verso l’accettazione dell’economia di mercato, ma quando fa riforme verso l’apertura della concorrenza va un pochino contro la sua cultura storica” e infatti “é associata oggi a forze di estrema sinistra che sono a mio avviso conservatrici”. dice ancora il premier. “Spesso all’estero ci è stato detto: ‘sono anni che non si vedeva un presidente del Consiglio, ma neanche un ministro italiano'”. Mario Monti, durante il suo intervento all’Ice, torna a punzecchiare Silvio Berlusconi, che in mattinata in un’intervista radiofonica lo ha a sua volta attaccato: “C’è in giro un matto che pensa di essere Monti…”. Escludo che gli italiani siano matti, ma sono pieni di buon senso. Non tocca a me stabilire di me stesso, sarei in conflitto di interessi”. risponde Monti . Farebbe parte di un governo in cui ci fosse anche Vendola? “Posso solo dire che per quanto mi riguarda non vorremo stare in nessun governo nel quale non sia dominante l’impostazione riformista”. A Grillo mi accomuna “la distanza dalla politica tradizionale”, ma “io non sono affatto l’antipolitica: sono contro la struttura tradizionale ormai appesantita dei partiti che vorrebbero giocare per gli interessi futuri del Paese, ma son piombati dai loro interessi e dalle loro clientele”. dice ancora il premier che ironizza con il leader del M5S che oggi gli ha dato del “ritardato morale” dicendo di essere comunque onorato di “figurare nel suo raggio di attenzione. Forse voleva darmi del ritardato mentale, giudizio legittimo, oppure è un riferimento ad una cosa morale come la mia salita politica e vuol dire che l’ho fatta tardi”, ha concluso.

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