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L’ira di Washington e Londra: ora Algeri spieghi il massacro

Washington chiede ”chiarimenti”. Londra afferma che ”avrebbe preferito” essere informata prima dell’inizio del blitz ed il premier David Cameron preannuncia brutte notizie a venire. Parigi ha appreso con stupore dell’operazione dell’esercito algerino e il presidente Francois Hollande lascia intendere che le vittime francesi potrebbero essere numerose. Dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna e dalla Francia tra le righe del linguaggio diplomatico traspare una viva irritazione per come il governo algerino ha gestito e sta gestendo la crisi degli ostaggi nel sito petrolifero di Is Amenas, nel Sud dell’Algeria, ma anche un viva preoccupazione per la sorte delle persone coinvolte. ”Siamo ovviamente preoccupati per le notizie sulla perdita di vite umane”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Jay Karney. ”Purtroppo – ha poi aggiunto – le informazioni che abbiamo mostrano che ci sono degli americani tra gli ostaggi”, anche se ancora non ha voluto, o potuto, dire quanti, lasciando trasparire che potrebbero essere una decina. Ma poi, qualche informazione in piu’ deve essere arrivata in seguito nelle due capitali, poiche’ il premier britannico David Cameron ha detto che il Regno Unito deve prepararsi alla possibilit… di ulteriori cattive notizie sull’evolversi della situazione. Il portavoce di Cameron ha riferito che il premier ha appreso dell’operazione in una telefonata col primo ministro algerino in mattinata. Anche la Casa Bianca ha fatto sapere che sta ”seguendo da vicino la situazione” ed e’ ”in costante contatto con i nostri partner internazionali e con i vertici della Bp”, come ha detto ancora il portavoce Carney, aggiungendo come il presidente Barack Obama sia stato e sia tuttora tenuto costantemente informato sulla situazione. E poco dopo, sulla vicenda e’ intervenuto anche il portavoce del Pentagono, George Little, affermando che dietro all’attacco terroristico a Is Amenas c’e’ con ogni probabilita’ un gruppo legato ad al Qaida. ”Siamo di fronte a una situazione molto seria e delicata”, ha sottolineato. Una situazione che a Washington sembra aver sollevato un’ondata di preoccupazione che va oltre i confini algerini, visto che il segretario di Stato, Hillary Clinton, ha prontamente chiesto alle ambasciate e alle imprese Usa nel Maghreb e in Africa settentrionale di rafforzare i propri dispositivi di sicurezza, ”tenendo conto della crisi in Algeria”.

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