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Tensione nel Pdl per le liste, massimo trenta deroghe. Ok Scajola-Cosentino, Dell’Utri in bilico

Il Transatlantico della Camera si e’ trasformato in questi giorni in una sorta di ‘sala d’attesa’ dove pattuglie di deputati del Pdl attendono di capire il loro destino. La consapevolezza di tutti e’ che Silvio Berlusconi, che torna alla carica contro i pm avvertendo che non si fara’ ‘cacciare’ come nel ’94, non sembra intenzionato ad ammorbidire la linea: Poche deroghe e solo ai fedelissimi, e’ l’input arrivato da via del Plebiscito. Si parla di una trentina di parlamentari ma, il numero preciso si conoscera’ solo domani quando e’ in programma la riunione definitiva. Sempre per domani e’ atteso il verdetto del comitato dei giuristi chiamato ad esaminare le candidature dei cosiddetti ‘impresentabili. Anche qui sorprese non dovrebbero esserci. Saranno messi in lista sia Nicola Cosentino che Claudio Scajola mentre ancora in bilico dovrebbe essere la presenta di Marcello Dell’Utri. Nel partito pero’ non si tende a dare nulla per scontato fino a quando il Cavaliere non porra’ il suo sigillo. E’ cosi’ anche oggi i vertici pidiellini hanno fatto la spola tra la sede del partito e palazzo Grazioli per sottoporre al Cavaliere varie soluzioni, soprattutto per le Regioni piu’ ‘calde’ come Lombardia e Campania. Per la prima resta da sciogliere il ‘nodo’ della candidatura ma sopratutto del posto in lista di Roberto Formigoni. In Campania invece gli incastri cambiano ora dopo ora. Ultima sorpresa e’ il dirottamento di Elio Vito, ex ministro dei rapporti con il Parlamento che dovrebbe essere il capolista nella regione del Sud insieme ad Amedeo Labocetta e Luigi Cesaro. In Campania due invece sarebbe schierato il tandem femminile Mara Carfagna e Nunzia De Girolamo. ‘Parterre de roi’ per la lista del Senato dove oltre a Silvio Berlusconi (il Cavaliere aveva annunciato da tempo che sarebbe stato il capolista in tutte le circoscrizioni) ci sara’ l’ex Guardasigilli Nitto Palma e Nicola Cosentino. Oltre al Cavaliere a fare le valigie per traslocare al Senato sara’ Niccolo Ghedini uno dei suoi avvocati che prendera’ il posto di Piero Longo (altro legale dell’ex premier) che invece sara’ candidato alla Camera. Sempre alla Camera ci saranno gli ex ministri Brunetta e Galan (capilista in Veneto) e Raffaele Fitto, capolista in Puglia. Dara’ invece il suo addio al Parlamento Antonio Mazzocchi, questore della Camera e leader dei Cristiano Riformisti, uno dei cespugli che nella passata legislatura trovo’ ospitalita’ nelle liste pidielline. L’ultima parola spettera’ comunque a Berlusconi che anche oggi ha dedicato parte della giornata a registrare interviste a radio e tv locali. Il Cavaliere non si stupisce che ci sia un’intesa tra Monti e Bersani ”e’ naturale” osserva visto che il Professore per governare ha bisogno ”dell’appoggio della sinistra”. Il Cavaliere si e’ poi appellato agli elettori affinche’ si rechino alle urne ”nonostante il disgusto della politica”. Ma e’ sempre la magistratura ”politicizzata” a tenere banco. In un’intervista a ‘Euro news’ registrata ieri) l’ex capo del governo punta il dito contro i Pm di Milano che ”lo vogliono mandare a casa come nel 94”, ribadisce di essere stato vittima di ”una congiura” e accusa ”la catena di colleganza” che c’e’ tra i giornali stranieri e quelli italiani che ”sono prevalentemente schierati a sinistra”. Berlusconi chiama in causa il quotidiano ‘La Repubblica’ spiegando l’esistenza di ‘un circuito preciso con cui si chiede aiuto e ci si passa una notizia che poi viene ripresa come il parere di un quotidiano straniero”.

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