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Bassa Sassonia, schiaffo alla Merkel

David McAllister e Angela Merkel

Elezioni regionali in Germania. Il risultato è certamente un avvertimento ad Angela Merkel in vista delle federali di settembre: la Cdu in Bassa Sassonia resta il primo partito, ma crolla dal 42,5 al 36% e, nonostante il successo del’Fdp, la coalizione guidata da David McAllister perde la maggioranza. Da un testa a testa iniziale, fra le squadre avversarie, si passa nei dati finali a un leggero vantaggio dell’opposizione, con i rosso-verdi che riescono a strappare la maggioranza alla coalizione governativa giallo-nera (quella di Frau Merkel) per un seggio. E il candidato socialdemocratico Stephan Weil si dice disposto a governare anche in questa situazione. ”Allo stato attuale delle cose e’ la mia intenzione”, sottolinea. Vince, in termini relativi, l’Spd, che con un 32,6% quasi soddisfa le attese dei sondaggi, al 33: lo sguardo fisso su Berlino, però, non permette di esultare del tutto. E continuano anche le polemiche sulla candidatura alla cancelleria di Peer Steinbrueck, il quale addirittura ha affermato di sentirsi “responsabile” di non aver aiutato il partito a sfondare, nel Land del nordovest. Il successo è un obiettivo, invece, stasera ad Hannover, per i Liberali, che si riscattano dalla lotta per l’esistenza toccando 9,9%. Philipp Roesler, a rischio fino a poche ore fa, nella eventualità che il suo partito non riuscisse a restare in Parlamento, mancando il 5% indispensabile all’obiettivo proprio in ‘casa’ sua, diventa improvvisamente un “gigante”, (lo scrive la Bild). E cantano giustamente vittoria anche i Verdi, che con il 13,7% hanno una nettissima affermazione. Restano fuori dal consesso regionale, invece, la Linke (sinistra), mortificata da un 3,1% (cinque anni fa prese il 7%) e i Pirati, il cui nome ormai neppure compare più. Negli exit poll delle principali emittenti televisive il dato (forse un 2%) viene accorpato a quello degli altri partiti. Una fine amara per quei giovanissimi ‘anarchici’ della politica federale che spiazzavano i partiti tradizionali, fino a qualche mese fa, con consensi a due cifre. “La caccia ai voti è valsa la pena. La Cdu è il numero uno in Bassa Sassonia. Abbiamo la fondata speranza di poter portare avanti la nostra coalizione di successo ad Hannover”, ha detto Mcallister, lo scozzese di 42 anni, (prima che i dati dimostrassero la fine della sua coalizione). Fino a ieri quotato come futuro possibile delfino di Angela Merkel, McAllister ha aggiunto: “Abbiamo combattuto fortemente e lavorato fino all’ultimo momento”. A pesare, fra i 6,2 milioni di voti del quarto Land del Paese (per popolazione) ‚ stato il voto degli indecisi, mobilitato negli ultimissimi giorni. Il raccolto, però, è magro per il partito di Frau Merkel: dato al 41% nei sondaggi, alle spalle un successo del 42,5% – quello di cinque anni fa con l’ex presidente Christian Wulff – precipita chiaramente di oltre sei punti. Dove sono finiti? Ha contribuito “l’aiuto” dato da molti elettori cristiano-democratici ai Liberali. “E’ evidente che gli elettori e le elettrici hanno votato per l’Fdp per far continuare il governo di questa coalizione”, è l’analisi del segretario generale della Cdu Hermann Groehe, ma sia chiaro, sottolinea, la Cdu resta il primo partito.

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