| categoria: economia

Nodo rappresentanza, la Confindustria chiama i sindacati, riparte il confronto tra le parti sociali

Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria

Nuovo round del confronto tra imprese e sindacati che, dopo l’accordo sulla produttivita’ firmato lo scorso novembre (ma non dalla Cgil), rimettono sul tavolo del confronto tra parti sociali il nodo della definizione di nuove regole per la rappresentanza sindacale. Strada gia’ tracciata nell’accordo tra imprese e sindacati del 28 giugno 2011, che fin nei dettagli contiene le basi per il varo di nuove regole. Obiettivo ribadito poi dall’accordo di novembre sulla produttivita’, che fissava il termine di fine 2012 per stringere sull’applicazione dell’intesa. A tempo scaduto e’ stato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a riaprire come previsto il dossier, invitando i leader di Cgil, Cisl, e Uil ad un tavolo presso la foresteria dell’associazione degli industriali in via Veneto. Occasione, come ha indicato la leader della Cgil Susanna Camusso, ”per cominciare a discutere come si applica concretamente l’accordo del 28 giugno”. Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ed i leader di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno riaperto oggi, con un incontro in serata, il confronto sul tema della rappresentanza sindacale. La riunione e’ durata circa tre ore e si e’ chiusa fissando per il 5 febbraio l’avvio di un tavolo tecnico su rappresentanza e sistema contrattuale. Il tema tocca – ed e’ il fronte piu’ caldo sul nodo della rappresentanza – lo scontro aperto tra la Fiom e la Fiat, che dopo gli accordi separati firmati dalle altre sigle sindacali di settore vede il sindacato dei metalmeccanici Cgil escluso dal confronto con l’azienda e dal tavolo con Federmeccanica per il rinnovo del contratto. Piu’ volte il leader della Fiom, Maurizio Landini, ha sollecitato una legge sulla rappresentanza per avere regole certe e con valenza generale. I tempi appaiono oggi troppo stretti per chiudere un accordo tra le parti che possa essere recepito in un provvedimento del governo uscente (che comunque ancora non ha emanato il decreto previsto per dar seguito all’accordo di novembre sulla produttivita’, dove potrebbero trovare spazio anche i contenuti di nuove intese). Si guarda quindi con piu’ concretezza alla prossima legislatura. I criteri su certificazione della rappresentativita’ e diritto a rappresentare gli interessi dei lavoratori previsti dall’intesa del 28 giugno sono la base per il confronto riaperto oggi. Secondo quella prima intesa vale un mix tra deleghe (certificate dall’Inps e trasmesse al Cnel) e voti nelle elezioni delle Rsu, da rinnovare ogni tre anni: il diritto a sedere ai tavoli di negoziazione scatta, per ciascuna organizzazione, quando la rappresentativita’ cosi’ misurata supera il 5% del totale dei lavoratori della categoria cui si applica il contratto nazionale.

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