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LISTE PDL/ Cosentino: non vendo dignità per l’immunità

Escluso dalle liste del Pdl perche’ ritenuto ”impresentabile”, Nicola Cosentino si è difeso definendo tutte le accuse come ”una montatura”. In una conferenza stampa molto seguita ed animata, rimandata al pomeriggio dopo che la mattina, a causa della ressa, non si era potuta tenere, ha fatto sapere di non voler vendere la sua ”dignità per l’immunità”. Dopo aver resistito fino al penultimo secondo utile alla defenestrazione il parlamentare campano ha rovesciato la sua posizione e ha detto di accettare “l’esclusione dalle liste senza nessuna polemica. Se. in più e battere queste sinistre, va bene”. “Perché io fuori e gli altri dentro? Perché sono il capo degli impresentabili. Sono fuori perché su di me c’é stato accanimento e aggressione mediatica senza precedenti”, ha sostenuto Cosentino.
“I Casalesi sono un clan di fessi se invece di aiutarmi a scalare le vette mi fanno dimettere”. ”Se manca qualcuno non lo so. Non sono mai stato socio di nessuno. Come socio ho solo mia moglie e la mia famiglia”, ha risposto Cosentino a chi ha fatto riferimento al deputato Luigi Cesaro, di cui i giornalisti hanno rilevato oggi l’assenza. “Vorrei andare in galera ma a fronte di una sentenza. Perché dovrei andare in carcere se oggi sono cittadino comune e non ho più potere di condizionare? – si chiede – se ci vado è perché siamo in un paese non civile, se ci vado ci vado con la mia dignità. Chiedo un processo immediato”. Nell’eventualita’ Cosentino dice si essere “pronto ad affrontare il carcere con dignità”. Ma in questo momento, ha aggiunto, “non ho preoccupazioni perché in un Paese civile in carcere ci va chi é condannato. Io sono sottoposto da due anni a un processo. Dovrei andare in carcere solo per lo sfizio di qualcuno?”.
A proposito del caos di ieri, quando le liste del Pdl della Campania sono scomparse ad un passo dal termine per la consegna, ha detto di non essere mai “scappato da niente e da nessuno” e la dimostrazione, ha riferito, è che le liste sono state “regolarmente consegnate nel primo pomeriggio”. E’ arrivata poi una stoccata ad Alfano, uno di quelli che ha piu’ chiesto ”pulizia” nelle liste. “Non ho nulla contro la categoria dei perdenti di successo”, ha detto Cosentino a proposito del segretario del partito. Cosentino tira in ballo anche Caldoro, in quanto suo ”successore” in Campania. “Oggi il punto di riferimento è Caldoro il quale non potrà più giocare al buono e al cattivo. A lui la gestione della campagna elettorale. Sono certo che abbiamo una squadra vincente”. “Non mi considero un fighetto di palazzo – ha detto -. Non ho mai gestito assolutamente niente”. Ma per gli altri partiti “ero un punto di riferimento importante in Campania. Immagino che con il mio passo indietro possano ottenere un risultato importante”. Certo “sarà più difficile correre come me” ma gli esponenti Pdl “saranno ancora vincenti in regione”.
“Continuo a rimanere fortemente vincolato al progetto del Pdl, del presidente Berlusconi”, ha sottolineato Cosentino. “Ringrazio Berlusconi per la grande opportunità che mi ha dato di essere un punto di riferimento nel Parlamento”, ha aggiunto. Berlusconi “è una persona assolutamente straordinaria alla quale mi lega un vincolo di rapporto di stima e di amicizia”. Ma non è tutto. “L’unico riferimento vero dei casalesi in Parlamento è l’onorevole Bocchino”, ha accusato Cosentino in conferenza stampa. “Quando parlo di riferimento mi riferisco alla parte buona che c’é nella stragrande maggioranza – ha aggiunto – le sue fortune sono iniziate da là”. Cosentino si riferisce al fatto che Italo Bocchino fu eletto per la prima volta nel ’96 nel collegio di Casal di Principe: ”Mi riferisco ovviamente alla parte buona che c’è nella stragrande maggioranza dei cittadini di Casal di Principe”. Replica il vicepresidente di Fli: “Cosentino dice il vero quando ricorda che nel 1996 fui eletto deputato nel territorio da cui provengo e che di quel collegio faceva parte anche Casal di Principe. Risponde altresì al vero che sono stato il riferimento in parlamento della gente perbene di quella terra martoriata da Gomorra e dalle collusioni tra camorra e politica. Aver fatto il parlamentare di quel territorio senza essere mai sfiorato da nessuna inchiesta sulla camorra, come invece è capitato a Cosentino, è per me motivo d’orgoglio”, conclude Bocchino.

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