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ELEZIONI/ In Liguria Berlusconi lancia Minzolini, popolo di Scajola in rivolta: voteremo altri

Qualunque esito avranno a livello nazionale, le elezioni politiche di febbraio hanno gia’ creato un cambiamento epocale nel Pdl della Liguria. La scelta dei candidati con le nuove regole ha fatto cadere tante stelle e tra gli esclusi dal Parlamento ci sono pezzi da novanta come l’ex ministro Claudio Scajola e il senatore Luigi Grillo. Al termine di una guerra a tutto campo tra scajoliani e non, che ha sconvolto gli ultimi anni di vita del partito ligure, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano hanno deciso di fare piazza pulita. Hanno escluso senatori e deputati uscenti che hanno fatto la storia del partito, con l’unica eccezione del genovese Sandro Biasotti, ex governatore ligure, e hanno paracadutato in Liguria Augusto Minzolini (Senato) e Luigi Lainati (Camera), che minacciano la rielezione del coordinatore regionale Michele Scandroglio e creano problemi al suo vice, Eugenio Minasso, posizionati al quarto e al terzo posto nella lista della Camera e difficilmente eleggili. I due si erano contrapposti a Scajola, e il loro scivolamento in lista, avvenuto in extremis, e’ considerato da molti la vittoria dell’ex ministro dopo la sua esclusione. Le scelte scontentano tutti. Ma mentre Scandroglio e Minasso restano fedeli e annunciano campagna per il partito, gli scajoliani preparano una fronda che potrebbe sgretolare le ultime contrafforti del Pdl tra Ventimiglia e La Spezia. Dalle due Riviere si levano minacce che arrivano fino al voto per altri partiti come La Destra. ”Purtroppo abbiamo subito una invasione eccessiva per le risorse del partito in Liguria e ci sembra una cosa poco opportuna – ha detto oggi il coordinatore ligure -. Domani a Roma con Minasso porteremo il nostro disappunto a Berlusconi e Alfano ma poiche’ siamo persone responsabili faremo il nostro dovere e sosterremo il partito. La fronda degli scajoliani? Ognuno si assumera’ le proprie responsabilita”’. ”Mi dispiace – ha detto Minasso – fino a poche ore prima della chiusura delle liste ero secondo, quindi sicuro eletto, poi sono stato retrocesso al terzo posto dove sono solo probabile eletto. Ma sono pronto alla sfida, il partito sa che porto tanti voti e riusciro’ anche questa volta nell’impresa”. Sull’altro fronte i piu’ arrabbiati, oltre all’ex ministro, sono il capogruppo regionale Marco Melgrati, il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato – ”e’ inaccettabile che il comprensorio non abbia candidati – ha detto – non rimarremo neutrali” -, il presidente della Provincia di Savona Angelo Vaccarezza, catalizzatore di voti, che dice: ”questa terra e’ diventata l’Abissinia del partito. Arrivano i coloni Lainati e Minzolini”. Se il partito non si ricompattera’, le scelte di voto alternative degli scajoliani potrebbero portare alla elezione di Minzolini e Biasotti e mettere a rischio la posizione di Lainati (secondo alla Camera). Per gli scajoliani piu’ arrabbiati ora l’obiettivo e’ sbarrare la strada a Minasso (terzo alla Camera, mentre Scandroglio appare gia fuori). L’unico contento e’ l’ex governatore Sandro Biasotti: ”E’ una grande soddisfazione essere primo in lista. Agli esclusi dico che ci sono sempre nuove occasioni. Io fui silurato nel 2006, ma ho avuto pazienza. La fronda? Conosco bene tutti a cominciare da Scajola, sono ottime persone e ottimi politici, credo possibile ricomporre le parti”.

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