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La Cgil lancia il piano lavoro, 50-60 miliardi per ripartire

”Il Piano del lavoro. Creare lavoro per dare futuro e sviluppo al Paese”: con questo slogan la Cgil venerdi’ dara’ il via alla conferenza di programma nel corso della quale il segretario generale Susanna Camusso presentera’ il nuovo Piano del lavoro della confederazione, dopo quello del 1949 portato dall’allora leader della Cgil Giuseppe Di Vittorio al congresso di Genova. E’ la sua proposta al Paese, ”al futuro governo, alle forze sociali, alla politica, alle istituzioni, ai cittadini”. E vede al centro i giovani. Un piano ”straordinario” da circa 50-60 miliardi di euro in un triennio da destinare principalmente alla creazione ”diretta” di posti di lavoro (circa 15-20 miliardi), al sostegno all’occupazione, agli ammortizzatori sociali e ad un ”nuovo” welfare ma anche alla ”restituzione fiscale”. E che fa leva innanzitutto, per recuperare le risorse necessarie, su una ”riforma organica” del sistema fiscale, con una ”maggiore progressivita”’ delle imposte e l’adozione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze, con un recupero ”strutturale” dell’evasione: da qui possono arrivare, come entrate, almeno 40 miliardi annui. Altri 20 miliardi possono essere generati da risparmi, con la riduzione dei costi della politica e degli sprechi e la ”redistribuzione” della spesa pubblica insieme ad un utilizzo programmato delle risorse dei Fondi strutturali europei. Anche il riordino delle agevolazioni e dei trasferimenti alle imprese puo’ consentire il recupero di almeno 10 miliardi. Un piano con cui si punta ad uscire dalla recessione e a far ripartire il Paese: attuandolo, il Pil potrebbe segnare una crescita cumulata del 3,1% nel triennio 2013-2015, sulla base di una simulazione econometrica del Cer (Centro Europa ricerche), che ne ha calcolato l’impatto macro. Sulla base delle stesse proiezioni, anche il tasso di disoccupazione sarebbe di molto migliorato e, dalla doppia cifra su cui viaggia oggi (oltre l’11%) e con quello record dei giovani, potrebbe essere ridotto e riportato ai livelli pre-crisi, intorno al 7%, nel 2015. Il piano della Cgil punta anche a ridare ”centralita’ all’intervento pubblico” nello sviluppo del Paese: come ”motore” dell’economia, attraverso una ”grande iniezione” di investimenti. E guarda anche a green economy, ricerca e innovazione, territorio. Insomma un ”piano di legislatura” per ”una nuova politica industriale, sociale e ambientale, fondata su una nuova politica fiscale”. Che sara’ al centro della due giorni, a cui interverranno, tra gli altri, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, il presidente di Sel, Nichi Vendola, il leader del Centro democratico, Bruno Tabacci, l’ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, e il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca.

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