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Ingroia: Berlusconi è politicamente finito

Si dimettera’ definitivamente dalla magistratura? Antonio Ingroia, non esclude “in radice il fatto di tornare alla vita giudiziaria”, smentendo cosi’ le dimissioni irrevocabili annunciate in precedenza. “Mi e’ dispiaciuto lasciare il mio incarico – ha detto – e non sono affatto stato in vacanza in Guatemala, come qualcuno ha pensato”. Berlusconi, secondo Ingroia, e’ “politicamente finito e negli italiani c’e’ un’indignazione piu’ matura che fa presagire qualcosa di buono per il futuro e per il rinnovamento della politica”. Il leader di Rivoluzione Civile, ospite del canale on line del Quotidiano Nazionale (Resto del Carlino, Nazione, Giorno), non pensa che la sua creatura politica somigli agli esordi del partito di Antonio di Pietro che da leader avrebbe commesso alcune “leggerezze” nella selezione della sua compagine politica, al punto da ritrovarsi, poi, tradito da “chi non credeva nelle idee dell’Italia dei Valori”. Di fatto, per Ingroia ora si e’ aperta una nuova fase, accompagnata da almeno “tre elementi” di novita’ nel quadro politico che si affaccia alle prossime elezioni. “Il primo elemento, ovviamente, siamo noi di Rivoluzione Civile” che, ci tiene a dire l’ex pm di Palermo, “non saremo mai un partito, resteremo un movimento, ora siamo una lista, ma faremo un gruppo parlamentare autonomo”. Ingroia e’ tornato a parlare della trattativa Stato-Mafia ribadendo di aver considerato “inopportuna” la richiesta del Capo dello Stato di sollevare il conflitto d’attribuzione davanti alla Corte Costituzionale. Per l’ex pm, la trattativa c’e’ stata, cosi’ come le pressioni stoppate “dalla fermezza del procuratore antimafia, Piero Grasso, che non ha dato luogo ad un intervento piu’ traumatico sull’intera indagine”. Infine, sulle ultime decisioni dei partiti, dal Pd al Pdl, di escludere dalle proprie liste personaggi coinvolti in inchieste (il caso Crisafulli per il Pd o quello di Cosentino per il Pdl), Ingroia non ha dubbi che si tratti dell’apertura di una “fase completamente nuova della politica e nulla potra’ essere come prima”. “Il fatto che persino Berlusconi ? ha commentato ? abbia dovuto considerare come non conveniente la candidatura di Cosentino ha un significato chiaro, che e’ finita un’epoca; e’ senz’altro una svolta epocale”.

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