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Nuova stangata su Asl e Ospedali: dovranno tagliare del 15% i costi per il 2013

Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo Forlanini

Piove sul bagnato, qualcunon non sopravviverà alla nuova sberla. Nuova stangata sulle Asl e gli ospedali del Lazio. Una direttiva della Regione, inviata il 17 gennaio ai direttori generali, dispone di inserire nei bilanci preventivi delle aziende sanitarie un taglio del 15% dei costi rispetto al 2012. Senza toccare i servizi per i cittadini. In pratica la Regione ordina di applicare le norme contenute nella legge di stabilita’ e nella spending review. In particolare, si chiede di ridurre il livello della spesa per l’acquisto di dispositivi medici del 4,80% e per beni e servizi del 10%. Previste sforbiciate anche alla spesa per il personale, per i farmaci e per le prestazioni acquistate dal privato. Nella direttiva si precisa infatti che “le aziende per la predisposizione del bilancio preventivo economico 2013 dovranno prevedere una razionalizzazione della spesa del Ssr con invarianza dei servizi ai cittadini, anche per le voci di costo per le quali non e’ stata espressa la percentuale minima di riduzione, per garantire una riduzione complessiva dei costi di almeno il 15%”. Operazione praticabile? “Per riuscire a tagliare del 15% la spesa bisognera’ fare un accorto lavoro sui costi. Magari non si riuscira’ ad intervenire su alcune voci tipo il personale, ma certamente sulla spesa di beni e servizi si puo’ recuperare molto. Mi preme pero’ dire che pure se sara’ un lavoro duro, i servizi per i cittadini non saranno a rischio. Verranno comunque garantiti”, commenta a caldo il direttore generale del Policlinico Umberto I, Domenico Alessio. Il direttore commenta la direttiva del Dipartimento programmazione regionale del Lazio. “La direttiva – aggiunge Alessio – e’ vincolante, quindi siamo tenuti a rispettarla”. – Un taglio di questa entita’ “e’ impossibile nell’arco di pochi giorni, e soprattutto senza un piano organico regionale e un cronoprogramma chiaro e condiviso”, risponde secco del direttore generale del San Camillo Forlanini, Aldo Morrone, Una sforbiciata che, come ha stimato Bruno Schiavo, segretario Anaao Assomed dell’azienda ospedaliera diretta da Morrone, toglierebbe al San Camillo circa 60 milioni di euro. “Ha fatto bene i conti – dice Morrone – E devo dire che, pur comprendendo le motivazioni all’origine di questa richiesta, una misura simile necessita di un piano sanitario organico e condiviso, mirato a dare appropriate risposte alla reale domanda di salute dei cittadini. Insomma, si puo’ e si deve contrastare il medical shopping, ma per un taglio del 15% dei costi occorre una pianificazione e un’organizzazione chiara e condivisa. Con il precedente commissario Bondi era stato ipotizzato un cronoprogramma triennale, in un quadro razionale e organico. Oltretutto – nota Morrone – in calce alla direttiva non ho visto la firma del commissario Filippo Palumbo, che ho chiamato immediatamente”. Insomma, per il Dg del San Camillo “i tagli sono possibili, ma qualunque intervento deve essere strutturato e condiviso. A Roma ci sono 22 emodinamiche, e forse sono troppe, ma nella regione servono anche 3-4.000 letti post-acuzie per una gestione piu’ appropriata dei ricoveri e una risposta ai bisogni reali dei cittadini. Accanto alle sforbiciate devono esserci anche investimenti mirati”, conclude.

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