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Zingaretti in visita all’Ifo: disegnamo insieme un nuovo modello sanitario

Il candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha incontrato oggi un’assemblea di operatori sanitari dell’Ifo, a Roma. Con lui, la capolista della lista civica, Livia Azzariti, medico e volto noto della Rai. L’assemblea si e’ aperta con una breve relazione del direttore dell’Ifo, Lucio Capurso, che ha sottolineato come la struttura ”sia un ente sia clinico sia di ricerca: il nostro lavoro – ha spiegato – inizia dal bancone del laboratorio e arriva fino al letto del malato”. Attualmente sono in corso 402 progetti di ricerca, ha aggiunto, a fronte della diminuzione dei finanziamenti e nel 2011 ci sono stati 2.774 trials clinici, di cui 84 approvati. ”Le criticita’ dell’Ifo? Alcuni aspetti sindacali – ha detto ancora – il precariato, il turnover bloccato, che non permette il ricambio di chi va in pensione, alcune apparecchiature da rinnovare e un hospice finanziato ma non realizzato”. Dopo il direttore hanno preso la parola medici, personale infermieristico, operatori dell’Ifo, che hanno illustrato a Zingaretti le loro esigenze e i loro suggerimenti per migliorarlo. ”I nostri valori di riferimento – ha detto Zingaretti – sono quelli dell’art.32 della Costituzione, che dobbiamo inverare non per scelta ma per dovere, e dobbiamo rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla sua applicazione”. Secondo il candidato, al Lazio manca ancora un proprio modello sanitario: ”Il piano che andremo a costruire sara’ appunto la costruzione di un modello, chiamando come abbiamo fatto oggi gli operatori ad un confronto. Ma il primo punto da recuperare con la serieta’ di una nuova classe dirigente e’ quello sulla perdita di credibilita’ della politica”. Nel merito, Zingaretti ha sottolineato come, riguardo ai precari, ”e’ dimostrabile che i vincoli del piano di rientro non solo non sono giusti ma non sono neanche funzionali alla riuscita dei piani di rientro”. E’ necessario poi ”ridurre lo spazio di arbitrio nella valutazione” rispetto agli obiettivi sanitari. Critico, infine, anche sulla mappa delle macroaree: ”E’ come se un malato di Firenze dovesse andare a curarsi a Bologna”.

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