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Elusione fiscale, indagati dirigenti Luxottica. Anche l’Ad Andrea Guerra

Alcuni dirigenti del gruppo Luxottica risultano indagati, come atto dovuto, nell’ambito di un’inchiesta della procura di Belluno in merito ad una presunta elusione fiscale di 55 milioni di euro. Nell’ambito degli accertamenti, la Guardia di Finanza di Belluno, la scorsa settimana, ha fatto delle perquisizioni nelle sedi di Agordo (Belluno) e Milano. L’ipotesi di reato per il rappresentante legale e altri dirigenti in carica all’epoca dei fatti, tra cui l’amministratore delegato Andrea Guerra, e’ di dichiarazione infedele. ”Luxottica – spiega in una nota la societa’ – ha piena fiducia nelle Autorita’ Italiane e confida che gli approfondimenti in corso sapranno confermare la correttezza dell’operato della Societa”’. L’indagine nasce da un controllo e successiva contestazione da parte dell’Ufficio delle Entrate bellunese in merito alle dichiarazioni del 2007 di una delle societa’ del gruppo sul ‘transfer pricing’: il sospetto del Fisco e’ che i prodotti siano stati venduti a controllate estere di Luxottica a un prezzo inferiore al dovuto al fine di ridurre l’imponibile in Italia. La segnalazione e’ stata quindi trasmessa alla procura bellunese al pm Antonio Bianco che ha incaricato le Fiamme gialle di svolgere gli accertamenti.(ANSA). CS-ALG/DOA 24-GEN-13 20:40 NNN
”Luxottica – si difende l’azienda – ha da sempre adottato e applicato una politica di Transfer Pricing nel totale rispetto dei vigenti principi di legge e delle piu’ avanzate linee guida dettate al riguardo dall’Ocse (autorita’ di indiscusso riferimento internazionale in materia)”. Tra l’altro, viene fatto notare, i rilievi del Fisco riguardano ”ordinarie operazioni commerciali di esportazione della societa’ manifatturiera Luxottica verso le sue filiali localizzate in tutti i principali mercati del mondo” e dunque ”ordinarie operazioni di vendita dei prodotti all’interno del gruppo” e non ”operazioni straordinarie o aventi come controparti soggetti localizzati in Paesi a fiscalita’ privilegiata, o ancora ipotesi di estero vestizione”. Inoltre i prodotti sono venduti ”a filiali residenti di regola in altri Paesi membri dell’Ocse e comunque in Paesi a fiscalita’ ordinaria” con operazioni per le quali ”non sussiste dunque alcun profilo di convenienza fiscale”. Per questa ragione appare ”davvero impensabile – sostiene Luxottica – ravvisare un intento di uso distorto del Transfer Pricing che possa assumere rilevanza sanzionatoria”. Le contestazioni del Fisco, che segnalando alla magistratura la sospetta elusione ha ottenuto in extremis il raddoppio dei termini per chiudere l’accertamento, riguardano solo una piccola parte (circa il 4%) delle vendite intercompany di Luxottica che da bilancio ammontano a piu’ di 1,3 miliardi di euro. Il ‘transfer pricing’, se usato in maniera scorretta, serve alle multinazionali per trasferire parte dell’imponibile in Stati in cui la fiscalita’ e’ piu’ morbida.

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