| categoria: sanità Lazio

Le imprese: inaccettabile il taglio del 15% sui bilanci delle Asl

“Sarebbe necessario trovare soluzioni strutturali per gli equilibri di gestione degli enti sanitari, piuttosto che continuare a portare avanti politiche che strozzano le imprese e penalizzano la tutela della salute dei cittadini come il taglio del 15% sui bilanci delle Asl”. Questo il commento del presidente di Assobiomedica, Stefano Rimondi, alla notizia del taglio del 15% sui costi delle Asl laziali. “Questo atteggiamento – sottolinea Rimondi – portera’ solo a un deterioramento della sanita’ e delle prestazioni ospedaliere con conseguenze gravi per i cittadini, oltre che a un progressivo danno per le imprese del settore, che invece potrebbero contribuire a creare occupazione e dispositivi innovativi per la salute. Non dimentichiamo, inoltre, quanto pesa sulle imprese fornitrici la norma, reiterata da anni, che stabilisce il blocco dei pignoramenti per le Regioni commissariate, come il Lazio, che sono poi quelle che pagano piu’ in ritardo”. Assobiomedica critica anche l’entrata in vigore dal 2013 del decreto commissariale firmato da Enrico Bondi, che stabilisce a 120 giorni il pagamento delle fatture per i fornitori di beni e servizi di Asl e ospedali laziali, oltre alla rinuncia degli interessi maturati. “E’ inaccettabile – spiega Rimondi – che appena recepita la direttiva europea sui ritardi nei pagamenti, l’ex commissario Bondi abbia firmato un decreto che di fatto ne annulla l’efficacia, soprattutto in una Regione come il Lazio che paga i fornitori della sanita’ in media a 330 giorni. Questo significa mettere in estrema difficolta’ le imprese del settore, gia’ penalizzate dai tagli lineari della spending review e della legge di stabilita’”.

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