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Mps crolla in Borsa, lo scandalo fa tremare il sistema

Mps crolla in Borsa, il titolo perde oltre l’8 per cento. Lo scandalo derivati sconvolge il sistema senese e non solo . Gli investitori vendono a mani basse il titolo, dopo che l’ex presidente Giuseppe Mussari, responsabile della gestione della banca negli anni in cui sono stati sottoscritti derivati per rinviare le perdite in bilancio, si è dimesso dall’Abi, l’associazione delle banche italiane. A Siena intanto il clima è incandescente. Tanto la Fondazione Monte dei Paschi quanto la Banca Mps sono pronte ad una eventuale “azione di responsabilità” nei confronti della precedente dirigenza della Banca. Da mesi sono in corso approfondimenti, compresa un’indagine interna avviata dall’attuale presidente Alessandro Profumo e dell’amministratore delegato Fabrizia viola. Da tale analisi interna è emersa la maxi-operazione sui derivati, di cui in precedenza la Fondazione Mps non era a conoscenza e che risale a quando la banca era guidata da Giuseppe Mussari, come presidente e da Antonio Vigni come direttore generale. Determinante per procedere con un’azione di responsabilità, da quanto si apprende, restano gli sviluppi della attività giudiziaria, sia per l’operazione ’Alexandria’, che secondo quanto rivelato da ’Il Fatto Quotidiano’, comporterebbe un buco che potrebbe arrivare a 740 milioni di euro, sia per l’inchiesta in corso sull’acquisto di Antonveneta. Oggi ci sarà un Cda della banca e venerdì si riunirà l’assemblea di Mps per dare mandato al Consiglio per varare un aumento di capitale da 4,5 miliardi di euro. Una somma esorbitante per salvare di fatto la banca e che comprende 3,9 miliardi per i Monti-Bond più oltre 500 milioni di interessi da pagare. In assemblea sarà discussa una relazione di otto pagine sul titolo Alexandria, indirizzata al Cda, e firmata dall’ad Fabrizio Viola. Atteso un duro intervento del presidente della Fondazione, Gabriello Mancini. Ci sarà spazio anche per scampoli di campagna elettorale visto che in assemblea faranno capolino Beppe Grillo e Oscar Giannino. Ma il caso Mussari-Mps infiamma anche la politica. «Nessuna responsabilità del Pd, per l’amor di Dio… il Pd fa il Pd e le banche fanno le banche» è il commento a caldo di Pierluigi Bersani, leader del Pd. L’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ne approffita per lanciare una stoccata a Mario Draghi, ex governatore di Bankitalia e oggi presidente della Bce. «Date consuetudine a scrivere `lettere apostoliche´ e vecchia vasta competenza derivati, stupisce mancata `lettera vigilanza´ Draghi a Siena» scrive Tremonti. Un duro attacco arriva anche dal leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro: «La vicenda che ha coinvolto il dimissionario presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari, è gravissima. Ma è ancor più grave che il governo Monti abbia finanziato le casse del Monte dei Paschi di Siena con un prestito da 3.9 miliardi di euro, cifra equivalente all’Imu sulla prima casa, l’imposta con cui questo esecutivo ha tartassato gli italiani».

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