| categoria: economia

ABI, stretta sul presidente entro la prossima settimana

I tempi per la nomina del presidente dell’Abi si fanno stretti. Dopo le dimissioni choc di Giuseppe Mussari, travolto dallo scandalo derivati che avallo’ quando era alla guida di Mps, ogni casella – gia’ entro la prossima settimana – tornera’ al suo posto. I colloqui, febbrili fin dalle prime ore, sembrano essere ormai saldamente coagulati sul nome di Antonio Patuelli che e’, di fatto, l’unico candidato. La road map per la nomina pare, in qualche modo, gia’ definita nei minimi dettagli. Al comitato di presidenza, convocato per lunedi’ a Roma, seguiranno mercoledi’ o, al massimo, giovedi’ il comitato esecutivo e quindi il consiglio. L’obiettivo resta, cosi’ come e’ stato fin dalle prime ore, quello di fare presto. ”Se ci sara’ convergenza sul nome la tempistica dovrebbe essere veloce”, e’ l’indicazione che e’ arrivata dall’a.d di Unicredit, Federico Ghizzoni. Lo scopo di risolvere la ‘vacatio’ rapidamente e’, da una parte, rivolta a ridare credibilita’ al mondo bancario (frastornato dalla vicenda Mussari) e, dall’altra, di mantenere quell’equilibrio che il sistema del credito e’ riuscito a darsi. Alla luce di questo Patuelli, presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e vicepresidente dell’Acri, sembra dunque saldamente il candidato ideale. E anche l’ipotesi, emersa in questi giorni, di una reggenza affidata per un anno a Camillo Venesio che da vicario sta traghettando gli associati, e’ rapidamente tramontata con una strada che ormai e’ gia’ tracciata. La linea, dunque, di un’alternanza (nota proprio come lodo Patuelli che la propose all’atto del secondo mandato di Mussari) tra grandi banche e piccole e’ passata. Tale accordo sarebbe stato, peraltro, bilanciato anche con la decisione di affidare una delle vice presidenze ad un rappresentante dei grandi istituti. Patuelli banchiere ‘vecchio stile’, classe 1951, non e’ solo un uomo di finanza ma ad essa coniuga anche una grande conoscenza dei meccanismi parlamentari visto il suo passato politico: e’ stato infatti vicesegretario dei liberali e deputato per due legislature oltre che sottosegretario nel governo Ciampi. Per il presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna l’eventuale nomina al vertice dell’Abi rappresenta un grande risultato dopo l’interruzione, nella prima Repubblica, della sua esperienza politica e governativa.

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