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Monti: per Alitalia serve una soluzione forte, secondaria “l’italianità”

Per Alitalia quello che serve e’ una soluzione aziendalmente forte: l’italianita’ e’ secondaria. Ne e’ convinto il presidente del consiglio uscente Mario Monti, che sembra aprire all’eventuale rafforzamento della presenza straniera nell’azionariato della compagnia, gia’ per il 25% nelle mani di Air France. Intanto oggi piloti e assistenti di volo hanno incrociato le braccia per quattro ore: l’adesione, dicono i sindacati, e’ stata alta ma i disagi sono stati limitati. ”Io distinguo tra l’italianita’ di un’impresa e l’italianita’ dei proprietari e nel caso di Alitalia, l’italianita’ e’ data dalla funzione di legare bene il Paese con il resto del mondo”, ha detto Monti ai microfoni di ‘Radio Anch’io’. In altre parole, per il premier uscente ”ci vuole una soluzione aziendalmente forte, mi sembra piu’ importante questo che non la nazionalita’ delle societa’ che detengono le quote di Alitalia”. La partita del riassetto azionario, iniziata il 13 gennaio con la scadenza del lock up, intanto procede, con i soci italiani pronti ad affidare un mandato a Rothschild sulle ”operazioni internazionali” di Alitalia anche per sondare ipotesi di future alleanze e possibili sviluppi delle stesse. Una mossa che potrebbe spingere i francesi a mettere a punto un’offerta. Mentre alla finestra resta Etihad, che potrebbe entrare con una quota di minoranza. Di quote azionarie si potrebbe iniziare a parlare in occasione del prossimo cda della compagnia in programma lunedi’ 28 gennaio: un consiglio convocato dopo che il consiglio esecutivo, che nella riunione della scorsa settimana ha discusso dell’outlook 2013, ha ritenuto di dover dare puntuale informazione al cda. Intanto oggi piloti e assistenti di volo hanno incrociato le braccia per quattro ore per lo sciopero unitario proclamato dai sindacati dei trasporti di Cgil, Cisl e Uil per protestare tra l’altro contro ”la cessione parziale di attivita’ di volo ad operatori terzi e la parziale ed incompleta applicazione degli accordi sottoscritti su stabilizzazioni, assunzioni e riqualificazioni da mobilita”’. Secondo i sindacati lo stop e’ stato un successo, con un’adesione alta. A Fiumicino, nelle quattro ore di agitazione, ad eccezione di qualche ritardo per alcuni voli Alitalia in partenza, non si sono registrati particolari disagi o cancellazione di voli. Oggi si e’ svolto anche il primo incontro tra il nuovo amministratore delegato di Meridiana Fly Roberto Scaramella e i sindacati, che hanno condiviso il percorso che attende la compagnia: ora una prima fase focalizzata sul contenimento delle perdite, poi l’estate servira’ a fare cassa e da ottobre arrivera’ un vero Piano industriale. Per la compagnia sarda, inoltre, la prospettiva a medio termine e’ all’interno di un’alleanza con un partner piu’ grande. ”C’e’ un lungo cammino da fare e abbiamo deciso di farlo insieme”, ha spiegato Mauro Rossi (Filt), precisando che ora parte un ”confronto serrato” con incontri gia’ dai prossimi giorni.

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