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Egitto, 27 morti dopo 21 condanne a morte

E’ di almeno 27 morti e 278 feriti il bilancio degli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza scoppiati stamani a Port Said, in Egitto, dopo la lettura della sentenza – 21 condanne a morte – nel processo per il massacro allo stadio della città, lo scorso febbraio, di 74 supporter di una delle più amate squadre del Cairo, l’Al Ahly, ad opera di tifosi della squadra locale del Masri. Tra le vittime di oggi ci sarebbero anche due calciatori: Tamer el Fahla, ex portiere del Masri, e Mohamed el Dezwi, del Marikh.
Mentre la reazione dei famigliari delle vittime e delle migliaia di ultras assiepati all’esterno dell’aula bunker dell’accademia di polizia al Cairo è stata di esultanza, familiari e sostenitori del Masri hanno assaltato la prigione nel tentativo di liberare i condannati. Il ministero dell’ Interno ha dato notizia dell’uccisione di due agenti di polizia. Nella città regna il caos. L’esercito si è schierato nelle strade per contenere la collera popolare.
La sentenza definitiva per i 21 imputati condannati a morte deve attendere, secondo la legge egiziana, il via libera da parte della massima autorità religiosa del paese, il gran mufti. La condanna a morte riguarda le accuse di omicidio premeditato. Rimane in sospeso la sentenza dei nove ufficiali di polizia e dei tre manager della squadra avversaria, el Masri, accusati di avere permesso la peggiore strage della storia del calcio egiziano. Il verdetto per gli altri 52 imputati sarà pronunciato il 9 marzo.

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