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Fazio: “Festival non solo pop. Tanta leggerezza, si risparmia”

C’era una volta (solo) il pop. Non e’, infatti, che sia scomparso, quanto piuttosto che si sia raggomitolato per fare spazio a nuovi venuti, per lasciare che altre arie, come l’allegria dello swing, facessero la conoscenza del palco dell’Ariston. Il Sanremo di Fabio Fazio ha caricato la cartucciera: 14 campioni in gara, due brani ciascuno, 28 identita’ musicali che poco hanno a che fare con il piu’ tradizionale appiattimento festivaliero. E c’era da aspettarselo, forse, a vedere il nome di Mauro Pagani dotato di sottopancia ‘Direttore musicale’. Ma sono stati anche i numerosi autori, che in qualche caso hanno nomi da annebbiare gli interpreti, a fare la differenza.Pezzi da novanta, come Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, che firma entrambi i brani di Malika Ayane, la morbida ‘Niente’ e ‘E Se Poi’, vivace resoconto del limbo tra l’amore finito e quello desiderato. E siamo solo all’inizio. Perche’ nelle canzoni del Festival di Sanremo 2013 si aggirano anche Gianna Nannini e Pacifico. I due si riconoscono bene nelle note e nelle parole di ‘Bellissimo’, brano dotato di un ritornello che si insinua nelle orecchie e affidato a Marco Mengoni (in gara anche con ‘L’essenziale’). Come si riconosce Francesco Bianconi dei Baustelle nella sua ‘Il futuro che sara’, una disincantata consultazione oracolare, in mano all’ultima vincitrice di X Factor, Chiara, schiacciata da un presente vuoto e distratto. C’e’ anche Federico Zampaglione dei Tiromancino, che addirittura raddoppia: da un lato, infatti, ha consegnato ‘L’esperienza dell’amore’ a Chiara – che racconta l’incontro con il re dei sentimenti nel percorso di crescita di una donna – mentre, dall’altro, ha scelto Almamegretta per la sua poetica ‘Onda che vai’. Simona Molinari con Peter Concotti portano all’Ariston il grande Lelio Luttazzi, con il suo frizzante inedito ‘Dr Jeckyll Mr Hyde’ sull’impossibilita’ di conoscere realmente le persone, scegliendo poi variazioni sul rapporto di coppia in ‘La felicita” per continuare a dare ritmo alle esperienze della vita.
Se questa e’ la truppa di interpreti con alle spalle autori roboanti, non fa difetto la fanteria dei cantautori, dove Elio e Le Storie Tese e Raphael Gualazzi fanno farse la parte da leoni. Mentre i primi assestano un colpo da maestro con ‘La canzone mononota’ – a mezza via tra inno all’essenzialita’ sottovalutata e impeccabile lezione di musica – e portano tutti all’inferno (comunisti compresi) con ‘Dannati forever’; Gualazzi non s’e’ fermato a due brani soltanto: composite, multiformi e camaleontiche, le sue ‘Sai (ci basta un sogno)’ e ‘Senza ritegno’ hanno ciascuna in se’ almeno altre due canzoni, tanto varia, delirando, quel suo cercare le note sul piano. Simone Cristicchi porta all’Ariston il trapasso, con ‘La prima volta’ (che sono morto)’, battendo su quell’istante, ossessione da tutti caparbiamente scansata, in cui tutto finisce e, va da se’, l’interessato se n’e’ accorto. Ma anche l’amore finisce nello zaino di Cristicchi in questa variopinta gita musicale. E’ pero’ un amore nascosto, che piu’ che lasciarsi cantare, in ‘Mi manchi’, si fa cullare. Almamegretta sono uno dei rappresentati, pochi, che hanno scelto la canzone sociale: portano all’Ariston, oltre al brano firmato da Zampaglione, ‘Mamma non lo sai’: storia del progeresso che spazza via certezze di una vecchia generazione, riempendo la piu’ giovane soltanto di incertezze.
Anche Daniele Silvestri canta collettivo. Nella sua ‘A bocca chiusa’, con riferimenti poco velati alla societa’ dei magnaccioni, il cantautore romano s’immerge nell’atmosfera degli scioperi. Max Gazze’ firma un dialogo sulla fede in ‘Sotto casa’, mentre, nell’altro brano, protesta per ‘I tuoi maledettissimi impegni’. Dotazione di serie per i Moda’, che tentano il colpaccio (dopo aver vinto nel 2011 e aver firmato in brano vincitore del 2012) con due brani decisamente ‘da Moda”, vale a dire ‘Come l’acqua dentro il mare’ e ‘Se si potesse non morire’. Dal canto loro, Marta sui tubi denunciano l’inutile sforzo di dotarsi di identita’ fasulle con ‘Dispari’, per poi declinare a proprio modo l’amore con ‘Vorrei’. Nella categoria maggiore, anche Maria Nazionale vanta alle spalle nomi corposi: con ‘E’ colpa mia’ degli Avion Travel, e’ ancora una volta traghettatrice della musica napoletana, interpretando poi le atmosfere piu’ propriamente sanremesi in ‘Quando non parlo’. La bandiera dei giovani, infine, tocca in questo giro sanremese ad Annalisa. La sventola con ‘Non so ballare’ e ‘Scintille’: brani delicati, tradizionalisti da un punto di vista musicale, ma con un sapore da canzonetta e, nel secondo caso, con un ritmo accattivante.

FAZIO, PAR CONDICIO? DA NOI NON CI SARANNO CANDIDATI – Fabio Fazio vorrebbe che, almeno a Sanremo, la politica non entrasse. Per questo, un problema della par condicio, vista la coincidenza del Festival con il periodo elettorale, non lo vede. “La par condicio regola la presenza dei candidati in tv – ha detto – e a Sanremo non ci saranno candidati. Facciamo che sia – ha concluso – una settimana di vacanza” dalla politica. Fabio Fazio vuole fortemente che quello alle porte sia “il Festival della musica”. Una declinazione che, secondo il conduttore, potrebbe lasciare spazio a poco altro, soprattutto sulle presenze importanti: “secondo me – ha spiegato – bisogna moderare gli ospiti, anche stranieri”. Il conduttore ha piu’ in generale spiegato che sara’ una manifestazione caratterizzata dalla “leggerezza”, anche in considerazione del necessario contenimento dei costi.

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