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Messineo indagato, al Csm aperta la pratica di trasferimento

Forse per caso, forse per scelta, oggi, al contrario del passato, all’inaugurazione dell’anno giudiziario sedeva in seconda fila. E dal suo posto un po’ defilato, senza muovere un muscolo, il procuratore di Palermo Francesco Messineo ha ascoltato il consigliere del Csm Franco Cassano parlare del ”problema di una possibile questione morale che potrebbe coinvolgere una parte della magistratura palermitana”. Il riferimento non era neppure tanto velato. Come quel cenno ai procedimenti per valutare il trasferimento per incompatibilita’ ambientale aperti dalla prima commissione di Palazzo dei Marescialli. Uno riguarda proprio lui, il capo dei pm del capoluogo siciliano, finito sotto inchiesta per fuga di notizie. Da qualche giorno il Consiglio ha formalmente avviato una pratica per capire se il magistrato puo’ o meno restare alla guida dell’ufficio inquirente di Palermo. Una valutazione che ha ad oggetto un’incompatibilita’ ambientale determinata da ”condotte incolpevoli”, cioe’ il venirsi a creare di una situazione di disdoro oggettivo per l’amministrazione della giustizia. Nulla a che vedere col procedimento disciplinare, la cui eventuale apertura bloccherebbe la pratica di trasferimento, ma che potrebbe essere avviato solo dopo l’input del Guardasigilli o del pg della Cassazione. La mossa del Csm era in qualche modo obbligata viste le circostanze: Messineo e’ accusato di avere rivelato a un indagato, l’ex direttore generale di Banca Nuova Francesco Maiolini, particolari dell’inchiesta a suo carico. Nel fascicolo, aperto a Caltanissetta, sono finite le intercettazioni delle telefonate tra il manager e il magistrato che fanno ipotizzare una richiesta di informazioni da parte dell’ex direttore generale e un interessamento del procuratore che avrebbe assunto da un suo pm notizie sull’inchiesta per usura bancaria a carico di Maiolini. Una vicenda pesante che ha finito per coinvolgere anche Sergio Lari, procuratore di Caltanissetta, che si e’ astenuto dal coordinamento dell’inchiesta sul collega. Messineo, interrogato dai magistrati nisseni, ha detto che fu Lari a sollecitargli il caso Maiolini. Su Lari il Csm ancora non avrebbe formalmente aperto alcuna pratica. Ma il pg di Caltanissetta Roberto Scarpinato, che ha accolto l’istanza di astensione presentata dal collega, ha mandato al Consiglio tutte le carte del caso. Quindi la prima commissione potrebbe essere investita della vicenda a breve. Con ripercussioni evidenti sul prossimo valzer di poltrone ai vertici degli uffici giudiziari siciliani. Difficilmente Lari, tra i candidati favoriti a succedere a Messineo, potra’ venire a Palermo. La corsa alla poltrona di capo dei pm del capoluogo potrebbe vedere a questo punto tra i favoriti il procuratore di Messina Guido Lo Forte, che, forse non a caso, ha appena revocato la domanda per guidare la procura generale di Palermo.

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