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Zeman contro tutti: qui mancano regole e disciplina. E attacca la società

Un uomo solo al comando. Contro tutti. Zdenek Zeman va all’attacco, ma l’avversario stavolta non e’ dall’altra parte del campo. Il boemo spara a zero contro la sua Roma, tanto che la conferenza stampa tenuta alla vigilia della trasferta di Bologna rischia di rappresentare per il tecnico l’inizio della fine del suo rapporto coi colori giallorossi. Zeman ne ha per tutti, dalla societa’, responsabile della mancanza di un regolamento interno da far rispettare, ai giocatori, accusati di scarsa professionalita’. La denuncia pubblica dell’allenatore, che ha lasciato molto delusa e stupita la dirigenza di Trigoria, rischia adesso di far implodere la stagione della Roma, appesa a un filo e attesa domani al Dall’Ara a una risposta immediata. ”Il Bologna e’ una buona squadra, con attaccanti importanti, quindi non sara’ una partita facile come qualcuno la dipinge – ha spiegato Zeman – Noi poi non stiamo al meglio da un punto di vista atletico perche’ abbiamo avuto un sacco di problemi e non abbiamo potuto lavorare come avrei voluto”. Problemi che il boemo stavolta mette in piazza: ”E’ dal primo giorno che dico che dove non c’e’ disciplina non puo’ esserci una squadra. Purtroppo Roma e’ un ambiente un po’ piu’ difficile, e noi non abbiamo regole in questo momento, quindi ogni tanto succede quello che non dovrebbe succedere. Ci manca il regolamento scritto per il comportamento che di solito lo fa la societa’. Ne abbiamo parlato, speriamo ci si renda conto che la disciplina e’ la cosa piu’ importante in una collettivita”’. Un altro tasto su cui Zeman torna a battere, arrivando per provocazione a citare maltempo e febbre, e’ poi quello della scarsa applicazione riscontrata sia nel lavoro settimanale sia nel corso delle partite. ”Ha piovuto troppo e non potevamo allenarci come si dovrebbe perche’ non potevamo fermarci a spiegare, sotto la pioggia e sotto il vento bisogna stare sempre in movimento – ha ricordato – E poi c’e’ stata l’influenza che non riesco a eliminare, e ancora infortuni che io penso meno gravi che non riesco a gestire”. Insomma, la pesante accusa ai giocatori e’ quella di non stringere i denti, di nascondersi dietro problemi fisici pur di non faticare in campo. ”Io pero’ come allenatore sono qua per cercare di motivare, di far lavorare al meglio la squadra – ha sottolineato Zeman – Il mio compito e’ migliorarli sul campo e fuori dal campo. Penso che ogni allenatore ha il compito di dare un gioco alla squadra, di migliorare le capacita’ fisiche e psichiche dei giocatori. Bisogna allenarsi bene, bisogna essere concentrati sul lavoro, e bisogna capire cosa si fa e perche’ si fa”. Eppure, nonostante il j’accuse rivolto al mondo di Trigoria, il boemo ha confessato di credere ancora nelle potenzialita’ del suo gruppo. ”I risultati non c’entrano niente con i comportamenti. Non cambio idea: la Roma ha una rosa adeguata per raggiungere il terzo posto – ha concluso – L’assenza di Destro (operato questo pomeriggio al menisco esterno del ginocchio sinistro, ndr)? Per me gli attaccanti che ho sono sufficienti”. Negativo invece il giudizio su Stekelenburg dopo le parole su Goicoechea: ”Penso che sia stata un’intervista inopportuna, ci sono tante cose sbagliate nelle sue dichiarazioni. A lui poi ho sempre chiesto piu’ partecipazione, purtroppo vive troppo isolato, nel senso che parla inglese e pochi giocatori della squadra lo parlano. Quindi lui sta piu’ per i fatti suoi, io voglio gente che partecipa e che sta insieme. Perche’ e’ stato convocato e Marquinho no? Per me contano piu’ i fatti che le parole”.

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