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SCHEDA/ Dal Pdl a Monti a Sel, poche ricette (e poco originali) sulla Sanità

Difesa del Servizio sanitario nazionale. Su questo punto tutti gli schieramenti in corsa per le elezioni si trovano concordi. Le modalita’ attraverso le quali attuare tale azione di ‘tutela’ sembrano pero’ assumere sfumature diverse. Cosi’ se il Pd, che oggi ha presentato il proprio ‘piano di priorita” per la Sanita’, sostiene la sostenibilita’ del nostro SSn universalistico, poiche’ ”il sistema italiano e’ meno finanziato di molti altri paesi”, il premier uscente Monti rileva invece come si sia giunti ad un bivio e la scelta sia tra inevitabili tagli o una necessaria innovazione. Ricette fotocopia, programmi generici, poco originali. Ma il mercato non offre altro e di novità all’orizzonte non se ne vedono.
Queste le posizioni dei principali schieramenti: – POPOLO DELLA LIBERTA’ (PDL) – Nel paragrafo dedicato alla ‘Italia federale’ e’ riportato un principio generale riferibile anche al settore sanitario: ”I costi per i beni e i servizi, ivi compreso il costo per il personale, in tutte le regioni e gli enti pubblici, devono essere quelli relativi al valore più basso (costi standard)”. Il principio dei costi standard, afferma Daniele Capezzone, portavoce Pdl, ”e’ la vera rivoluzione oltre che la vera spending review. E’ paradossale che vi siano zone del paese dove una siringa costa molte volte piu’ che in altre zone. Attenzione, perche’ la sanita’, che e’ competenza regionale, porta con se’ in genere i due terzi dei bilanci regionali”. – SCELTA CIVICA: Il ‘nodo’ Sanita’ e’ affrontato da Mario Monti nella ‘Agenda Monti’ presentata lo scorso dicembre. I dettagli del ‘programma Sanita”, confermano dall’entourage del premier uscente, verranno resi noti nei prossimi giorni. Nell’Agenda, Monti afferma che ”abbiamo due alternative. O cercare di conservare il welfare state com’è, rassegnandoci a tagli e riduzioni di servizi per far fronte ad una spesa sempre crescente. O provare a rendere il sistema più razionale e aperto all’innovazione”. Nel settore dell’assistenza sanitaria, sostiene, ”bisogna garantire il diritto alla tutela della salute in un nuovo contesto, organizzando il sistema sanitario secondo i principi di appropriatezza delle cure, costo e efficacia, riduzione degli sprechi, gestione manageriale basata su una valutazione trasparente dei risultati”. – SINISTRAECOLOGIALIBERTA’ (SEL): Nei manifesto programmatico si legge: ”Al Governo per cambiare il welfare. Lo Stato sociale non è un costo. Reddito minimo garantito di 600 euro al mese per chi non lavora. No ai tagli, la sanità pubblica è una priorità della democrazia”. Le proposte sulla Sanita’, nel dettaglio, sono in fase di elaborazione. – MOVIMENTO 5 STELLE (M5S): Nel programma si afferma: ”Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Ssn universale e gratuito; ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali”. Inoltre: ”Promuovere l’uso di farmaci generici e meno costosi”. Si propone di ”separare le carriere dei medici pubblici e privati e non consentire a un medico che lavora nel pubblico di operare nel privato. Incentivare la permanenza dei medici nel pubblico”. M5S propone l’introduzione del ”reato di strage per danni causati dalle politiche locali e nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori pubblici”. – RIVOLUZIONE CIVILE: Nel programma di Antonio Ingroia si legge: ”Vogliamo rafforzare il sistema sanitario pubblico e universale ed un piano per la non-autosufficienza”.

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