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Romano o Palumbo, chi comanda nella sanità laziale. E per conto di chi?

Il commissario governativo Filippo Palumbo

Romano, direttore generale della vecchia gestione Polverini o Palumbo, commissario governativo Chi comanda nella sanità laziale e per conto di chi? Sul tappeto quattrocento milioni. È il taglio al fondo sanitario che ricadrà sul Lazio, in base ai provvedimenti del Governo, nel 2013. E quella riduzione arriverà a 600 milioni nel 2014. Di chi è la paternità di questa stretta?La Polverini non c’è più, Bondi è ormai perso per altri lidi, le sue osservazioni non sono state recepite, i suoi decreti rimasti appesi. Palumbo, d’altra parte, si muove in punta di piedi, non usa certo la scure, anzi. Quindi? La direttiva ha una firma, quella di Ferdinando Romano, direttore generale della Regione. Lo ha voluto la Polverini, che lo ha usato anche come tappabuchi alla Asl RmD. Romano vuol farsi bello con i dirigenti delle Finanze, con il governo? Aspira ad una promozione e fa il primo della classe? La sanità va a fondo, ma i dirigenti pensano a restare a galla. Tutto questo sullo sfondo del vertice tra i direttori generali delle Asl di Roma e il Lazio e Palumbo. Un incontro durato oltre tre ore, con momenti anche di grande tensione. I direttori generali hanno contestato con forza la direttiva scritta e firmata da Romano, che nei giorni scorsi ha chiesto di inviare i bilanci di previsione delle Asl ma soprattutto di applicare tagli del 15 per cento. La richiesta a Palumbo è stata semplice: ritirare quella direttiva. Significativo il cambio di atteggiamento dei manager. A un passo dalla rivolta. Il commissario ha preso tempo, ha detto che su questo punto ha bisogno di qualche giorno su riflettere, ma ha anche fatto alcune concessioni. Prima di tutto i direttori generali avranno una settimana in più a disposizione per completare i bilancio di previsione. Anche se, osservano alcuni manager, in una settimana cambia poco, non è che in quel lasso di tempo mutano le condizioni per trovare i margini di un taglio del 15 per cento delle spese, tenendo conto che la direttiva sottolinea che questo deve avvenire garantendo gli stessi servizi. Impossibile, bisogna cambiare tutto, il problema è strutturale.
Questa è una Regione che ha dimezzato, con mille sacrifici, il disavanzo, passando da oltre 1,5 miliardi ai 780 milioni con cui si è chiuso il 2012. Fare i conti con i nuovi tagli disposti dal Governo, che imporranno una riduzione del fondo di altri 400 milioni, rischia di compromettere il lavoro che è stato fatto fino ad oggi. Ma ci sono le elezioni…

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