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Andreazzoli, il fedelissimo. Traghetterà la Roma fino a fine campionato?

Fine dei giochi. Lo Zeman 2 dura un solo giorno e coincide con l’esonero dell’ormai ex tecnico giallorosso arrivato, inevitabilmente, poche ore dopo l’umiliante sconfitta subita contro il Cagliari ieri sera all’Olimpico. La dirigenza giallorossa, riunita al gran completo presso lo studio Tonucci nel centro della Capitale e collegata in videoconferenza con il presidente Pallotta dall’altra parte dell’oceano, non ci ha messo molto a prendere la decisione. Al posto del boemo c’e’ Aurelio Andreazzoli, 60 anni, collaboratore tecnico nello staff giallorosso: dovrebbe traghettare la squadra fino al termine del campionato.Zeman e’ dunque fuori, senza mezze misure stavolta e senza i se ed i ma che avevano alimentato i famosi rapporti ‘incancreniti’ piu volte citati da Sabatini prima e dallo stesso boemo poi nei giorni scorsi. Fine della storia d’amore iniziata la scorsa estate, che piu’ di una perplessita’ aveva innescato nelle mente di molti dopo la fallimentare stagione precedente sotto la guida di Luis Enrique. Zeman ha tenuto fede al suo diktat, non si e’ dimesso e cosi’ ci ha dovuto pensare la societa’ a chiudere un rapporto gia’ finito e a pagare anche il secondo anno a un allenatore al quale, suo malgrado, era stato fatto firmare un contratto biennale. Le parole di Baldini subito dopo il vertice dirigenziale sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni. “Abbiamo deciso di sollevare l’allenatore dal proprio incarico perche’ abbiamo pensato che in questo momento fosse l’unica decisione da poter prendere – ha detto il dg giallorosso – ma lui non e’ l’unico responsabile della situazione ma l’unica cosa che potevamo fare in questo momento era cominciare a cambiare la gestione tecnica. Per questo la squadra e’ stata affidata ad Andreazzoli che riscuote tutta la nostra fiducia perche’ conosce bene i giocatori ed e’ da tanti anni dentro e lui ci consente di non perdere ulteriore tempo con un altro allenatore che deve conoscere le qualita’ che hanno i giocatori. Questa e’ la decisione che abbiamo pensato fosse la migliore”. Per Andreazzoli, gia’ allenatore della Primavera della Roma nel 97-98, sembra questa la sua grande occasione. Uomo pacato della societa’, rimasto a Roma dopo l’esperienza spallettiana e che dal tecnico toscano ha ereditato mentalita’ e modo di concepire il calcio, Andreazzoli ha il patentino per allenare in serie A e quindi potra’ sedere regolarmente in panchina. Verra’ ‘aiutato’ da Zago arrivato da pochi giorni nella capitale, da Franceschi e da Nanni che si occupera’ dei portieri. La squadra tecnica e’ gia’ fatta dunque e’ adesso non resta che vedere come Andreazzoli intendera’ mettere in campo la Roma gia’ a partire dal prossimo impegno di campionato: domenica 10 febbraio a Marassi contro la Sampdoria. L’ipotesi piu’ accreditata e’ quella di un 4-2-3-1 di spallettiana memoria con Stekelenburg che riprendera’ il posto da titolare tra i pali, una difesa piu’ o meno invariata (Piris, Marquinhos, Castan, Torosidis al posto dell’infortunato Balzaretti) e due mediani veri subito li’ davanti: De Rossi e Bradley. La linea dei tre dietro all’unica punta Osvaldo sara’ composta da Lamela, Totti e Pjanic. Insomma una Roma niente male, per cercare di arrivare in fondo, limitare i danni e magari riuscire a giocare al meglio l’unica partita importante della stagione: la semifinale di ritorno di Coppa Italia a San Siro contro l’Inter.

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