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Fiorito vende le case prima del processo. Deve rendere un milione e 717 mila euro

Quasi due milioni di danni erariali quatificati dalla Corte dei Conti e Fiorito vende le case per risarcire e alleggerire la sua posizione. Il processo è ormai alle porte e “Batman”prova a giocare le ultime carte che gli restano per evitare una pesante condanna. Nei giorni scorsi, tramite i suoi avvocati, ha comunicato alla Corte dei Conti di essere pronto a vendere le sue case per mettere insieme il milione e 717mila euro necessario a risarcire il danno erariale che gli viene contestato. E alleggerire, di conseguenza, la sua posizione nel procedimento penale che inizierà il 14 febbraio. Su sua richiesta “Batman” sarà processato col giudizio abbreviato, rito che dà diritto allo sconto di un terzo della pena. L’ex capogruppo del Pdl alla Regione rischia fino a un massimo di sette anni di reclusione. Il che, anche tenendo conto degli eventuali appelli, significherebbe il carcere.a qui l’idea di vendere i beni messi sotto sequestro conservativo dalla Corte dei Conti lo scorso 18 dicembre: l’appartamento romano in via Catania, la villa di San Felice Circeo, tre abitazioni e quattro terreni ad Anagni. Se l’operazione dovesse andare in porto Fiorito avrebbe diritto ad un ulteriore, consistente, sconto di pena a titolo di attenuante per avere risarcito la Regione. Della proposta si è discusso giovedì durante una riunione tra i magistrati contabili e i pm di Roma.
Il procuratore aggiunto Francesco Caporale e il pm Alberto Pioletti, che contestano a Fiorito un peculato di 1,4 milioni e che a ottobre gli hanno sequestrato beni per 1,3 milioni, hanno fatto sapere di non avere nulla in contrario: l’importante è che il maltolto sia restituito,
non importa se alla procura o alla Corte dei conti. In realtà l’operazione è tutt’altro che semplice. Davanti Fiorito, vista la limitata liquidità di cui dispone, ha due diversi percorsi, entrambi ad ostacoli. Il primo è la vendita delle case in tempi brevissimi, prima che arrivi la sentenza. Ipotesi difficilmente praticabile, a meno che “Batman”, in una fase in cui il mercato immobiliare è fermo, non trovi qualcuno pronto a sborsare 1,7 milioni. L’altra via è la consegna degli immobili direttamente alla Regione, con tanto di proposta formale e di atti notarili che certifichino che i beni valgono 1,7 milioni. L’ultima parola spetterebbe in questo caso ai vertici regionali, ovvero a quella stessa Renata Polverini che a causa dello “scandalo Fiorito” è stata costretta alla chiusura anticipata della legislatura. Improbabile che proprio lei possa adesso tendere la mano al “federale” di Anagni. Se nessuna delle due strade sarà percorribile a Fiorito non resterà che affrontare il giudizio e l’eventuale condanna. Non solo penale, ma anche contabile.

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