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Mps, 10 indagati, nessun politico. Il Tar non sospende i Monti bond

Sarebbero una decina le persone indagate dalla Procura di Siena nell’ambito dell’inchiesta sulle operazioni condotte in passato dall’ex management del Monte dei Paschi. Tra gli indagati non ci sarebbe alcun esponente politico. Secondo quanto si apprende, gli avvisi a comparire sono già stati firmati e verranno notificati nelle prossime ore. Già da lunedì mattina potrebbero tenersi i primi interrogatori degli indagati. L’assenza di politici dal registro degli indagati, viene fatto osservare in ambiente giudiziario, sta a significare che al momento l’inchiesta prende in esame esclusivamente il ruolo svolto nei fatti oggetto di indagine dal precedente management, come aveva già precisato la Procura di Siena in una nota qualche giorno fa.
Tra le ipotesi di reato, a seconda delle diverse posizioni dei singoli ci sono l’associazione a delinquere, l’aggiotaggio, la turbativa, la truffa, le false comunicazioni e l’ostacolo alla vigilanza. Gli inquirenti della Procura senese stanno studiando le carte in loro possesso e i documenti sequestrati dalla Guardia di finanza e, secondo quanto si apprende, lavoreranno a oltranza sia stasera che domani. In particolare i magistrati stanno cercando di capire il motivo per cui nel 2007 Mps acquistò Banca Antonveneta dal Banco di Santander, a 10 miliardi di euro, quando l’istituto di credito spagnolo l’aveva pagata pochi mesi prima 6,6 miliardi. Bankitalia, in una nota, diffusa al termine dell’udienza che si è svolta oggi davanti al presidente della III sezione del Tar del Lazio, riferisce che la misura cautelare immediata chiesta dal Codacons per ottenere la sospensione del procedimento per la sottoscrizione dei Nuovi Strumenti Finanziari (NSF) del Monte Paschi di Siena non è stata concessa. Il procedimento per la sottoscrizione dei NSF può quindi proseguire il suo corso.Bankitalia ”ha espresso piena disponibilità a consegnare il documento al presidente del Tar, nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili”, si legge ancora nella nota. La Banca d’Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilità e infondatezza e la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso”, ha riferito l’Istituto di Via Nazionale. ”La valutazione tecnica espressa dalla Banca d’Italia in senso favorevole all’operazione era già stata resa nota – ha sottolineato – nei suoi termini essenziali e trasmessa al competente ministero dell’Economia e delle Finanze”.

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