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Ponte dell’industria chiuso dopo l’incendio. Chi paga per i disagi ai romani?

“Il Ponte dell’Industria, più noto ai cittadini della zona come il Ponte di Ferro, resterà presumibilmente chiuso fino a mercoledì a causa dell’incendio divampato ieri poco dopo le 20 in una delle baracche presenti sulle rive del Tevere proprio sotto al ponte”, dichiara in una nota Augusto Santori, Capogruppo de La Destra in Municipio XV. “Nello specifico – aggiunge Santori – si tratterebbe di lavori di ripristino dei cavi dell’alta tensione che avrebbero subito rilevanti danni nell’incendio di ieri ma anche di verifica delle condizioni strutturali dei passaggi pedonali e delle ringhiere, in ferro, che costituiscono buona parte delle strutture portanti del ponte stesso. Dall’incendio, divampato mentre presumibilmente alcuni senza fissa dimora tentavano di riscaldarsi nelle ore rigide della sera, sarebbero scaturite fiamme alte diversi metri che, oltre a danneggiare i cavi elettrici sottostanti, hanno raggiunto anche le strutture del ponte, deformando il ferro di cui è costituito”.
“Sorge spontaneo chiedersi – conclude Santori – se in conseguenza dell’ennesimo rogo sulle rive del Tevere e nei pressi di baracche abusive, molti cittadini romani siano costretti a vivere un disagio così grave e prolungato. Il Ponte di Ferro infatti collega Marconi ad Ostiense ed è soggetto al transito quotidiano di migliaia tra automobilisti, centauri e pedoni. Così dopo la Roma-Fiumicino al buio e treni che si fermano per il furto dei cavi, ecco il Ponte dell’Industria che sarà fuori uso per un incendio di cavi. Crediamo che tutto ciò non debba appartenere all’ordinarietà di una città come Roma”. Fin qui la denuncia di Santori. E’ valsa la pena riprenderla per intero – ad di là della casacca politica che il soggetto in questione indossa -chiarisce benissimo il punto cruciale della questione, che da altre parti pare si voglia ignorare. L’incendio ha delle origini precise, la presenza e l’attività di un nucleo di persone irregolari. Una situazione simile, inutilmente denunciata, persiste pochi chilometri più avanti, sotto il viadotto della Magliana. Ma altre, è sotto gli occhi di tutti, si regisrtrano in altre parti della città. Non interviene nessuno, il clima di illegalità è totale. Alla faccia della tolleranza zero promessa e invocata. E’ questione di risorse? Si trovino. Il costo della violenza e della tensione che si respira in città è molto più pesante. E tornando al ponte dell’industria, nessuno può dire di non aver saputo. Il problema c’era, è stato semplicemente sottovalutato e tollerato. Molto più facile fare le multe alle auto mal parcheggiate che intervenire contro il degrado. Oggi la zona cruciale di Piazzale della Radio, Ostiense e dintorni è traumatizzata e lo sarà per giorni. Ma nessuno pagherà i danni in solido.

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