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Scontro Vendola-Ingroia, un gruppo di ex Sel passa a Rivoluzione Civile

Nichi Vendola dice ‘no’ al ”riverbero stalinista” di cercare i ”nemici tra quelli che sono piu’ vicini”. Ma e’ esattamente questo il rischio che sembra correre la sinistra alla vigilia di queste elezioni, con ‘Rivoluzione Civile’ che attacca Sel; Sel che contesta Ingroia; il Pd che spara a zero sull’ex Pm. Ultima puntata dello scontro frontale tra i ‘nemici-amici’ e’ la conferenza stampa organizzata alla Camera da ‘Rivoluzione Civile’ per annunciare che ”un nutrito” drappello di dissidenti di Sel, a livello locale, lascia Vendola per approdare alla lista di Ingroia. Sul numero esatto di quanti siano i ‘fuoriusciti” non c’e’ chiarezza visto che come spiegano alcuni di loro, Alfonso Gianni, Carmine Fotia, Francesco Cantafia, Rosario Costaro, Saverio Cipriano, si tratta di ”esponenti di Sel in varie regioni, dalla Sicilia alla Sardegna, passando per il Lazio, che hanno deciso di restare coerenti”, abbandonando chi, come Vendola, ”ha anteposto i propri interessi personali a quelli collettivi”. Ma l’azione ha comunque un impatto simbolico, cosi’ come la decisione di convocare subito dopo una conferenza stampa con il leader del Front de Gauche, Jean Luc M‚lenchon, durante la quale il politico francese fa un endorsement all’ex Pm: ”Lui riservera’ brutte sorprese agli altri partiti”, avverte, augurando cosi’ a Ingroia un risultato simile al suo nelle ultime elezioni francese (11%). Fonti ufficiali di sel precisano che molti di questi personaggi che hanno deciso di passare con Ingroia avevano lasciato Sinistra e liberta’ gia’ da tempo. Vendola intanto si difende (”il rischio di un ritorno al fascismo e’ concreto” ed e’ una necessita’ democratica portare nel governo l’istanza progressista”) e passa al contrattacco dicendo che lui non teme ”la concorrenza di Ingroia” e che non capisce bene quale possa essere ”il collante” all’interno di una coalizione, come quella di ‘Rivoluzione Civile’, tra partiti tanto diversi. La risposta piu’ ‘hard’, pero’, viene affidata al coordinatore regionale siciliano di Sel, Erasmo Palazzotto, che definisce la conferenza stampa di oggi, convocata da Ingroia e Leoluca Orlando, una ”messinscena teatrale” visto che i cosiddetti ‘fuoriusciti’ se n’erano andati via da Sinistra e Liberta’ ”gia’ da un pezzo”. Il botta e risposta pero’ e’ continuo: Ingroia accusa il governatore della Puglia di usare la coalizione con il Pd ”come un taxi” per arrivare in Parlamento visto che tanto poi sara’ costretto ad andarsene dopo l’alleanza con Monti. I ‘dissidenti’ parlano di ”primarie finte e truccate”. E da Sel si risponde che le accuse di ‘opportunismo’ sono infondate perche’ gia’ si sta pensando a gruppi comuni con il Pd. Alla fine una tentativo di abbassare i toni lo fa Gennaro Migliore: ”Noi non abbiamo alcuna intenzione di fare la contesa elettorale con Ingroia. L’unico obiettivo e’ conquistare il governo del Paese”. A microfoni spenti pero’ alcuni vendoliani rincarano la dose consigliando i cronisti di andare a vedere davvero chi siano questi dissidenti (”tutte persone per lo piu’ squalificate. Piuttosto guardate quanti da Idv o Prc sono venuti con noi..”). In attesa che la ”guerra fratricida” si plachi per evitare, come si osserva in ‘RC’ di ”riconsegnare il Paese nelle mani della destra”, una ‘tregua’ la fornisce il ‘caso Cucchi’. Di fronte all’accusa, lanciata da Carlo Giovanardi (Pdl) alla sorella di Stefano Cucchi, Ilaria (candidata con Ingroia) di ”sfruttare” il nome del fratello per farsi campagna elettorale”, Vendola ‘fa quadrato’ con i ‘fratelli-coltelli’ ed esprime solidarieta’ alla giovane donna (”le mando un abbraccio”) ‘colpita’ dalle ”ignobili dichiarazioni” dell’ex ministro.

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