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Alitalia: nulla poteva far prevedere rischi con Carpatair

Nulla poteva far prevedere rischi per i voli Alitalia operati da Carpatair. ”Società abilitata a lavorare in tutta Europa, con certificazioni accettate e verificate dalle autorità nazionali, in Italia dall’Enac. E’ questo che fa testo”, sottolinea con l’ANSA il direttore operativo di Alitalia, Giancarlo Schisano. Il direttore operativo di Alitalia ricorda inoltre come ”10-15 giorni fa Enac ha proceduto a ispezioni per i due aerei Carpatair che operavano per Alitalia senza riscontrate alcuna anomalia”. Il comandante del volo uscito di pista all’atterraggio, ieri sera a Fiumicino, ha una esperienza di ”oltre 15 mila ore di volo, e oltre 9mila su Atr”. ”Oltre che comandante era anche istruttore e controllore” di Atr (l’aereo uscito di pista è un Atr 72).. Aver cancellato simboli Alitalia dall’aereo da Carpatair “é una prassi che normalmente si usa quando succedono questi eventi”. Giancarlo Schisano, spiega che: “Per un normale motivo di decoro aziendale è prassi cancellare la livrea, ed a maggior ragione in questo caso, per un aereo non di Alitalia. Intanto oggi l’Anpav aveva chiesto all’Alitalia di rescindere il contratto con Carpatair. ”Gli aerei di Carpatair, sottoposti ad ispezioni senza preavviso, erano risultati efficienti”. Replica il direttore Enac dell’aeroporto di Fiumicino, Vitaliano Turrà, alla Uil Trasporti che aveva denunciato in passato il numero di avarie e problemi accusati dalla compagnia romena che operava in accordo con Alitalia.
Consulenze tecniche per fare luce sull’incidente avvenuto ieri sera a Fiumicino e su eventuali responsabilità, saranno disposte già a partire da domani dalla procura di Civitavecchia, titolare dell’inchiesta giudiziaria. Il pm Paolo Calabria, incaricato degli accertamenti, e coordinato dal procuratore Gianfranco Amendola, ha delegato la polizia di frontiera ad effettuare i primi rilievi e a raccogliere le prime indicazioni su quanto accaduto all’Atr 42. Dopo di ciò sarà fissato un calendario di audizioni dei testimoni. Allo stato, secondo quanto si è appreso, non ci sarebbe ancora una ipotesi di reato ma appare probabile che proceda per lesioni colpose. Il comandante e alcuni passeggeri sono stati ascoltati nella notte
Intanto e’ stata riaperta ed è tornata pienamente operativa la pista di volo chiusa dopo l’incidente che si è verificato nella serata di ieri a Fiumicino. Lo rende noto l’Enac, informando che sono terminate le operazioni di rimozione dell’Atr 72 di Carpatair, operante il volo AZ1670 Pisa-Roma finito ieri sera fuori pista in fase di atterraggio (16 le persone rimaste ferite, due più seriamente). Disposto il sequestro probatorio dalla procura di Civitavecchia, titolare dell’inchiesta. Nello scalo continuano i rilievi dell’Agenzia nazionale sicurezza volo, che ha aperto un’altra indagine. Sul posto anche Polizia scientifica e Polaria. Il logo Alitalia ben visibile ieri sulla coda dell’aereo finito fuori pista oggi non c’é più. Sull’aereo, ora completamente bianco, sono rimaste la matricola e la bandierina della Romania. La compagnia di bandiera, che già ieri sera aveva sospeso i voli con Carpatair, ha annunciato che effettuerà ‘con propri aerei i voli su Bologna e Pisa’.
Appena nel dicembre scorso un aereo della Carpatair, diretto a Roma, fu fermato in tempo sulla pista dell’aeroporto di Pisa a causa di una perdita di carburante mentre era in fase di decollo. Il precedente, che risale all’11 dicembre, viene ricordato oggi nello scalo toscano. Fu una squadra ‘airside’ della Sat, la società di gestione, a notare che in fase di partenza un velivolo della compagnia romena – che anche in quella circostanza copriva la tratta Pisa-Roma per conto di Alitalia – stava pericolosamente perdendo carburante durante il rullaggio. Gli addetti di terra dello scalo si accorsero dell’avaria perché c’era del liquido sotto il velivolo e quindi avvisarono la torre di controllo. Le operazioni di decollo furono interrotte subito e la partenza dell’aereo della Carpatair venne bloccata. Non solo: anche la pista rimase chiusa due ore per la bonifica, mentre i passeggeri vennero fatti scendere e ‘riprotetti’ su un altro volo. Gli stessi passeggeri, messi al corrente di quanto accaduto, ringraziarono personalmente i due addetti della Sat che fecero fermare il velivolo.
Il 28 maggio scorso invece, all’aeroporto fiorentino Vespucci, scattò l’emergenza per un volo della Carpatair in partenza per Timisoara, in seguito all’accensione di una spia sul quadro di comando che indicava fiamme nel motore sinistro. Poi fu accertato che non c’era alcun incendio – la compagnia spiegò che la spia d’emergenza si era attivata ma era stato un falso allarme -, ma scattò l’evacuazione dell’aereo, che era in fase di rullaggio. Tra i 45 passeggeri a bordo, tre furono poi portati al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi e altri quattro furono assistiti nell’infermeria dello scalo. “Le hostess hanno aperto i portelloni e ci hanno detto di buttarci giù, che non c’era tempo”, raccontò all’epoca Silvia, una ragazza romena che era a bordo. Il velivolo non aveva infatti scivoli: come spiegato sempre dalla compagnia, l’aereo, un Saab 2000, avendo un altezza di 1,73 metri non aveva questo genere di attrezzature, come previsto dai regolamenti europei. Sull’episodio, che causò anche la chiusura della pista fiorentina per oltre un’ora, la procura di Firenze ha aperto un’indagine.
Redazione online-news

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